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«nulla sarà più come prima» / «tutto sarà come prima» (5)

Creato il 27 marzo 2020 da Malvino

a sempre maggiore difficoltà che si ha nel distinguire una

[A rendermi più semplice il compito che mi attende col paragrafo 6, riporto qui ampi stralci di un articolo a firma di Gennaro Carotenuto (Il Mulino, 23.3.2020 - qui il testo integrale), che mi pare offra un

Di fronte all'epidemia, l'imperativo di sorvegliare, e possibilmente punire, ottiene un consenso di massa. Sembra sfuggirci che l epidemia, l'allarme, l'urgenza, la paura, così posti, rappresentano la realizzazione di un sogno autoritario, inducendoci a sottoporci volontariamente a misure coercitive. Di fronte alla crudeltà del morbo la risposta non può essere che unanime, immediata, urgente. Ma se non è tempo di pensare, resta solo il tempo di obbedire, che è sostanzialmente quello che stiamo facendo. L'ira delle autorità - e, a cascata, l'ira di molti cittadini - è convogliata contro pochi (costretti magari a vivere la quarantena in ambienti malsani), ai quali senza mezzi termini è addebitata la persistenza del contagio. [...] Intanto tutti crediamo - o forse già solo speriamo - che qui e ora la quarantena sia necessaria come modo per tornare al più presto possibile alle nostre vite di prima. Ma come può la quarantena essere rappresentata come una mera misura di profilassi, che oggi vige e domani cadrà senza lasciare tracce? La quarantena di massa per il Covid-19 è già ora il singolo evento biopolitico più importante della storia della Repubblica e non solo. [...] La pandemia è destinata a durare molti mesi, secondo molteplici studi anche un paio d'anni. Sappiamo tutti che misure coercitive come la quarantena non sono sostenibili socialmente oltre un periodo di poche settimane. In quanto fenomeno destinato a ripetersi, nella stessa forma pandemica o in altre forme imprevedibili, è pensabile che le libertà fondamentali possano coesistere con urgenza, paura, pericolo di vita? O quelle libertà saranno vittime sacrificali, con il nostro consenso, in una nuova temperie storico-ambientale che non saprà più considerarle intangibili? È la pandemia il male assoluto al quale tutto è sacrificabile, mentre il modello economico vigente continua a non essere in discussione? Quanta parte dell'opinione pubblica, così incline oggi a obbedire (l'obbedienza è deresponsabilizzante), non considera un gran sacrificio rinunciare a pezzi di libertà?


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