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«nulla sarà più come prima» / «tutto sarà come prima» (intermezzo)

Creato il 25 marzo 2020 da Malvino

Avete letto sull’ultimo numero de The Economist l’articolo di Kim Sung-su (Covid-19 in Italy)? Dice che fin dall’inizio è stato chiaro che si avesse a che fare con una «unknown illness» causata da un «aggressive virus». Buio totale sul paziente 0, ma si era subito individuato il paziente 1: si sapeva che, appena s’era sentito male, era andato «to an emergency room, where he is isolated with an unknown flu», ed è qui, però, che «the contagion is passed on to others who spread it throughout the city», sicché in pochi giorni «many more people show pronounced symptoms», con quanto è ovvio ne seguisse, e cioè «rumours of the outbreak spread», «people begin to panic» e, in due o tre settimane, «hospitals become overwhelmed» Assai benevolo col governo, Kim Sung-su, riconoscendogli che non era facile decidere il da fare: dice che, «while disparaging the need for a quarantine, administrators and politicians are confronted with a catastrophic situation», non c’è da biasimarli che siano stati costretti a ricredersi mettendo in atto misure assai severe. Di fatto – dice – ora che «the quarantine is initiated» e «those displaying symptoms are further isolated in an infected quarantine zone», i risultati si fanno attendere, il che fa temere che a breve, dopo tanto cantare dai balconi, agli «uninfected» possano girare i coglioni col rischio che scendano in strada e «riots break out» Il pezzo chiude con una domanda inquietante: si avrà una «deadly gun battle between the mob and the soldiers», visto che per tenere la gente chiusa in casa si è pensato a impiegare l’Esercito? E qui onestamente mi pare che si esageri, no? Quasi quasi mi metto in posa da blogger militante e vi invito ad inondare di proteste la mail-box di [email protected]. Prego, fate copia-incolla e spedite: «Sir, ma quella merda di Kim con chi crede di avere a che fare? Noi siamo un popolo serio e responsabile, crediamo nelle istituzioni e sappiamo fare sacrifici, potremmo resistere anche due anni chiusi in casa...». Fermi, non lo fate, scherzavo: i virgolettati li ho presi dalla scheda che en.wikipedia.org dedica a The Flu (South Korea, 2013), di cui Kim Sung-su, quello che vi ho spacciato come firma dellautorevole settimanale britannico, è stato il regista: un catastrophic movie daltissimo livello, che già dal decimo minuto ti pare di esserci dentro e, sarà che tosse e starnuti sono in stereofonia, ti senti immerso in una nuvola di goccioline assassine, e poi posti di blocco ovunque, elicotteri, droni, cadaveri a pacchetti e sfusi, e poi il buono che si immola, il cattivo che approfitta della situazione... E ti prende, cazzo se ti prende. Ti prende al punto che dimentichi che è un film e ti viene da pensare:«Nulla sarà più come prima»Insomma, uno spettacolo. Quando potete uscire, procuratevelo, non ve ne pentirete. Ovviamente se amate il cinema di evasione.

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