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Nuova Provincia, dopo tanta astratta geopolitica, finalmente emergono i problemi dei cittadini nell’affollata riunione dei sindaci cremaschi

Creato il 01 agosto 2012 da Cremonademocratica @paolozignani

Nuova Provincia, no, il gioco dell’estate, chi sta con chi, sei più mantovano o più lodigiano? E la capitale? Scommetto su Cremona, no Mantova, no, sì, la Provincia del Po. Mah. Francesco Pedretti, sindaco di Soncino, ha osato parlare di unione con Brescia!!! Anzi sta pensando di proporre un referendum. Il sindaco leghista probabilmente sognava da tempo tale secessione…

Nuova Provincia, dopo tanta astratta geopolitica, finalmente emergono i problemi dei cittadini  nell’affollata riunione dei sindaci cremaschi

Tavolo stracolmo nella riunione alla pari fra i sindaci del Cremasco convocata da Stefania Bonaldi.

Finalmente i sindaci dunque parlano, dicono la loro liberamente, non c’è il padrone Salini a interromperli continuamente come durante le assemblee sul servizio idrico, quindi possono esprimersi serenamente.

I cittadini che bussano alla porta, per sapere se con la nuova Provincia aumenteranno le tasse, che tagli ci saranno. Se ci sarà più o meno possibilità di lavoro. “E io che cosa rispondo? Che poteri ho? Le decisioni non le prendo io, ma devo rispondere io ai cittadini” afferma un sindaco. Le preoccupazioni, le speranze di tutti i giorni vengono fuori allo scoperto. I sindaci parlano liberamente e viene fuori la realtà di ogni giorno, della vita dei cittadini, dopo tanta geopolitica regionale. “Siamo i disperati del patto di stabilità, del pareggio di bilancio”, quelli con i disoccupati e i poveri alla porta.

Giungono varie proposte durante la riunione di Crema. Ci sono una ventina di sindaci, c’è chi dice 23. Il totale sarebbe 48: il 31 luglio è già un ottimo risultato. Non tutti di solito partecipano alle riunioni, tanto più se non ufficiali come questa.

L’art. 70 del Decreto (quello della spending review) dice che le Province si occuperanno solo di pianificazione territoriale e ambiente, di trasporto pubblico locale e di edilizia scolastica, nemmeno di istruzione. A loro volta i Comuni sanno che verranno tempi ancora peggiori.  Non ci sono leader, tutti parlano, idee diverse.

Non pochi apprezzano la conversazione. Mantova non è molto gradita, la Provincia con i virgiliani viene considerata troppo grande. Il rapporto con Treviglio e Lodi viene considerato una buona idea da più d’un sindaco. Nessuno arriva a dir male di Cremona, tranne il sindaco di Soncino Francesco Pedretti, parlando di referendum, però, in fondo…. tutti vogliono più autonomia dal capoluogo attuale. Il Cremasco si autopercepisce come il territorio trainante della Provincia, il Nordest cremonese.

La conversazione proseguirà a settembre, e s’incanalerà necessariamente verso le vie istituzionali. Intanto i sindaci hanno scoperto le prime carte. Si parlerà di subambiti, di aggregazioni fra Comuni.

La conclusione finale è che una Provincia più grande ha bisogno di un territorio più coeso. Meno soldi per tutti, probabilmente, per questo i Comuni hanno bisogno di prepararsi per tempo a una riconfigurazione che, come ha  notato uno dei sindaci, cambia la nervatura del Paese, ma in fretta e sotto la pressione dell’emergenza, col rischio di correre rischi. L’incontro si è svolto come una rassegna di pareri. Al termine l’assessore del Comune di Crema Giorgio Schiavini ha osservato che la Regione ha già approvato l’accordo fra Cremona e Mantova per il trasporto locale. Questo potrebbe essere un vincolo. E visto che sarà la Regione a decidere, qualche

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