Nuove colonie

Creato il 30 aprile 2015 da Maria Materia @MariaMateria1

4.000.000 di metri cubi di scavo, 1.270.000 metri cubi di deviazione del corso del fiume, più di 450.000 metri cubi di cemento armato tra diga e centrale : sono i numeri di una delle centrali idroelettriche più grandi al mondo! 1.870 MW di potenza ed una produzione prevista di 6.500 Gwh/anno.


Si chiama GIBE III, l'ha progettata un'impresa italiana: la Salini Impregilo, si trova e sta per essere messa in funzione nella Valle dell’Omo, in Etiopia.

GIBE III è enorme... è gigantesca... ruba spazio agli indigeni del luogo che non hanno alcun bisogno dell'energia che produrrà... ma ancora più grave è la deviazione del letto del fiume che toglierà acqua alle loro piccole coltivazioni al fine di donarla alle grosse piantaggioni di palma delle imprese occidentali.
Proprio così, non solo la centrale a rubare la terra a 200.000 persone che da secoli abitano quella valle, la colonizzazione dell'uomo "civile" non si ferma qui, lo stato etiope già dal 2011 ha iniziato una campagna di affitto delle terre fertili a imprese malesi, italiane, indiane e coreane, specializzate nella coltivazione di palma da olio, jatropha, cotone e mais per la produzione di biocarburanti... siamo ormai nell'era dell'accaparremento dei terreni coltivabili e così a pochi euro a ettaro le multinazionali possono colonizzare un intero stato, approfittando della manodopera a basso costo che male non fa....
Si chiama "land grabbing" ed è il processo di acquisizione da parte di soggetti privati o pubblici di vaste aree coltivabili per produrre beni alimentari e agro-carburanti destinati all’esportazione, mediante contratti di compravendita o di affitto a lungo termine.
Uno dei protagonisti di questa moderna colonizzazione in Etiopia è l'azienda italiana Fri-EL Green Power S.p.A., la società italiana ha ottenuto dal governo etiope la concessione di 30.000 ettari di terreno con un contratto di affitto della durata di 70 anni ad un costo di 2,5 euro l’ettaro all’anno, al fine di coltivare piantagioni per la produzione di olio di palma da esportare in Italia per la produzione di energia da biomassa. Successivamente il progetto si è allargato anche alla coltivazione di mais, mais, soia e canna da zucchero.
Per l'acqua nessun problema grazie al fiume Omo: serviva alle popolazioni indigene? Nessun problema le spostiamo nei villaggi.

Del resto il tutto è condito dallo scopo umanitario di civilizzare le antiche tribù etiopi che attraverso la villaggizzazione vengono spinti a trasferirsi nei villaggi costruiti per loro, al fine di lasciare libere le loro terre ai coloni stranieri e alle loro grandi e lucrose imprese... come gli indiani d'America nelle riserve la storia si ripete...
E mentre all'EXPO si accingono a riempire la bocca di paroloni e prelibatezze, mentre pubblicano la carta di Milano e inneggiano al cibo diritto di tutti, mentre i più continuano a lamentarsi dei barconi carichi di uomini che fuggono dalle regioni africane, nessuno si chiede il perchè!
Nessuno si chiede se tra questi uomini, se tra questi disperati non ci siano anche alcuni etiopi costretti a lasciare la valle dell'Omo a causa della Salini Impregilo che con la diga ha reso arida la terra che coltivavano, nessuno si chiede se tra i clandestini sui barconi ci sono alcuni etiopi che sono stati costretti a lasciare la propria capanna perchè nel luogo ove prima c'era un pascolo adesso c'è un'emorme piantagione di palme da olio di proprietà italiana...
Tutti a lamentarsi del perchè nessuno ferma i barconi, nessuno a chiedersi se la causa della loro fuga non sia la nostra amata civiltà, il nostro sviluppo, la nostra bramosia di territori e risorse da sfruttare fino a prosciugarli completamente
Approfondimenti su:
http://www.survival.it/popoli/valleomo/gibedam
http://agriregionieuropa.univpm.it/content/article/31/33/la-domanda-di-terra-italia-il-progetto-della-fri-el-green-power-etiopia

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