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Nuove linee guida sull’ epatite C in gravidanza

Creato il 02 novembre 2017 da Conservazionecordoneombelicale @SorgenteSalute

Mancando prove sugli effetti dei farmaci contro l’ epatite C sul feto, è difficile affrontare la malattia in gravidanza. Ecco le linee guida a riguardo

Conservazione cordone ombelicale - GuidaDi: Redazione

L’epatite C in gravidanza è associata a una serie di problemi per il feto. I bambini nati da madri malate pesano di meno e, in alcuni casi, vengono contagiati in grembo. La Society for Maternal-Fetal Medicine (SMFM) ha rilasciato nuove linee guida per ridurre il rischio al minimo.

I fattori di rischio

Si calcola che circa l’8% delle donne incinte soffra di epatite C. Al momento esistono trattamenti che efficaci, ma sono ancora in attesa di autorizzazione per l’uso in gravidanza. Cosa fare?

La lista completa delle raccomandazioni è disponibile sul sito dell’associazione. In sintesi, gli esperti raccomandano uno screening precoce a tutte le donne a rischio di malattia. I fattori di rischio includono:

  • uso di sostanze stupefacenti per via endovena;
  • dialisi;
  • tatuaggi e piercing in luoghi poco regolamentati;
  • aver ricevuto un trapianto di organi o una trasfusione;
  • malattie croniche al fegato;
  • aver passato periodi in galera;
  • rapporti sessuali non protetti.

Gli screening vanno effettuati sia all’inizio sia più avanti nella gravidanza, specie se i fattori di rischio persistono. Le donne che risultano positive all’epatite C dovrebbero inoltre sottoporsi ai test per altre malattie. Per sicurezza, è bene anche che si vaccinino contro epatite A ed epatite B.

Evitare il contagio del feto

Per evitare di contagiare il feto, è bene evitare il più possibile i test prenatali invasivi. Quindi, a meno che non sia strettamente necessario, la donna dovrebbe evitare amniocentesi e villocentesi. Là dove possibile, meglio ricorrere alla diagnosi prenatale non invasiva. In ogni casi, l’amniocentesi è meglio della villocentesi.

Dopo il parto, chi soffre di epatite C può riprendere il trattamento. Purtroppo mancano dati sufficienti per comprendere gli effetti di certi farmaci sul feto. È quindi per ora rischioso proseguire con i trattamenti in gravidanza.

Fonte: medicalxpress.com


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