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Nuove polemiche sui tagli di Trenord, “Nulla si sa su tempi e modalità per il rientro dall’emergenza”

Creato il 06 dicembre 2018 da Stivalepensante @StivalePensante

Riduzione delle corse e modifiche agli orari giornalieri dei viaggi sono i due parametri emersi in seguito al confronto svoltosi martedì 4 dicembre a Milano tra Regione Lombardia, Trenord, RFI, i pendolari del Quadrante Ovest e alcuni amministratori rappresentanti dei comuni interessati dalle problematiche del trasporto ferroviario.

Prospettive tutt'altro che ideali per gli utenti delle linee interessate, demoralizzati da un servizio i cui disagi sono all'ordine del giorno, e riguardano prima di tutto la puntualità delle coincidenze, compromesse da guasti e ritardi che rendono i trasferimenti un'impresa per chi non si rassegna o è impossibilitato a sostituire il treno con l'auto.

Proprio oggi sul punto è intervenuta l'assessora ai Trasporti del comune di Luino, Alessandra Miglio, tra gli amministratori presenti alla riunione milanese di due giorni fa, per analizzare più da vicino le criticità della linea che collega la città lacustre a Gallarate, inclusa nel poco incoraggiante programma di tagli. Per l'assessora, come riportato nell'articolo di questa mattina, una soluzione per salvaguardare la fondamentale tratta potrebbe essere quella di affidare la gestione del cadenzato orario a TiLo, alleggerendo così il peso di gestione che grava sulle spalle di Trenord.

A parlare di soluzioni, riflettendo inoltre sull'intero scenario del servizio, è anche Matteo Mambretti, rappresentante dei Viaggiatori alla Conferenza Regionale del TPL, che attraverso il comunicato riportato di seguito in forma integrale, firmato inoltre dai rappresentanti Franco Aggio, Giorgio Dahò, Stefano Lorenzi e Sara Salmoiraghi, aggiunge una voce ed un punto di vista alle opinioni raccolte finora.

In primo luogo, non ci si può esimere dall'evidenziare che si siano letteralmente calpestati la Legge Regionale 6/2012 ed il Contratto di Servizio per quanto riguarda le competenze sulla programmazione, la qualità del servizio erogato ed il coinvolgimento del territorio e delle rappresentanze dei viaggiatori. Tale coinvolgimento sarebbe dovuto avvenire sia nella sede istituzionale della Conferenza del TPL, che attraverso i tavoli con i rappresentanti di utenti e pendolari, almeno novanta giorni prima della riprogrammazione.

Nonostante le criticità del sistema siano note da tempo, Regione Lombardia ha convocato solamente negli ultimi giorni i tavoli di quadrante, senza preoccuparsi di far conoscere preventivamente il contenuto di dettaglio del Piano, affinché gli interessati potessero esprimere le osservazioni in merito con adeguata cognizione di causa, violando gravemente ogni principio di trasparenza ed equità, mettendo deliberatamente in stato di inferiorità i propri interlocutori. Nulla si sa di tempi e modalità per il rientro dall'emergenza.

Rispetto ai servizi sostitutivi, nonostante le reiterate richieste da parte nostra, stigmatizziamo in particolare la mancata esibizione delle autorizzazioni necessarie, che devono essere emesse dalle autorità preposte, specie sulla messa in sicurezza delle fermate, sulla verifica di percorribilità viabilistica dei percorsi utilizzati dai bus e, non da ultimo, sulla garanzia dei tempi di percorrenza. Tutti aspetti sui quali non è stata data alcuna garanzia. Ad oggi, non vi sono neppure risposte in merito alla realizzazione, che sappiamo tecnicamente fattibile, di una app (del tipo my-link) che consenta agli utenti di conoscere in tempo reale la posizione degli autobus sostitutivi e la previsione di arrivo alle fermate.

Il piano proposto si rivela dunque ben lungi dall'affrontare le vere criticità in essere del sistema ferroviario lombardo che riguarda 750mila utenti, anche in vista della stagione invernale, e senza alcuna garanzia di un piano di rientro dall'emergenza, con tempi definiti. Ne sono dimostrazione la mancata definizione di un piano di interventi sulle infrastrutture, in grado di alleviare i problemi di capacità evidenziati da Trenord, e la mancata apertura di un tavolo con Ministero ed ANSF (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, ndr) per fluidificare la circolazione. Nonché l'assenza di un piano per alleviare le criticità date dalla chiusura del ponte di Paderno con il crono programma dei lavori.

L'unico vero obiettivo, ovviamente non dichiarato, rimane quello della salvaguardia dell'equilibrio economico di Trenord che, in mancanza di un accordo di rimodulazione de facto del Contratto di Servizio, sarebbe travolta dall' effetto congiunto delle penali e dei mancati contributi per i i servizi non effettuati. A tal fine, l'azienda si pone in condizioni di auto-salvaguardia grazie al taglio di una fetta consistente dei servizi, specie di quelli meno remunerativi.


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