Nuove, sorprendenti scoperte alla periferia del Sistema Solare

Creato il 28 marzo 2014 da Extremamente @extremamentex

La Nasa ha fatto appena in tempo a dire che alla periferia del sistema solare non sembra esserci nulla di clamoroso ed ecco che due studi autonomi- entrambi pubblicati dalla rivista Nature- rivelano scoperte importanti. Una, in particolare, apre scenari in netta antitesi con quanto recentemente affermato dall’ente spaziale americano.

IL NUOVO PIANETA NANO SCOPERTO NELLA NUBE DI OORT

Un gruppo di astronomi ha infatti trovato un nuovo,  minuscolo pianeta nella periferia del sistema solare, molto al di là di Plutone, ben oltre la cosiddetta Fascia di Kuiper. Quel mondo lontano- indicato con la sigla 2012 VP113, ma soprannominato dai suoi scopritori Biden, in onore del vicepresidente degli Stati Uniti- orbita attorno al nostro Sole, ma ad una distanza abissale: il suo perielio (ovvero, il punto di massima vicinanza) è di 80 Unità Astronomiche- 80 volte la distanza tra Sole e Terra. Dunque, ancora più lontano di Sedna, scoperto nel 2003.

Il nuovo pianeta nano è decisamente piccolo: ha un diametro di 450 chilometri (quello di Sedna, per fare un paragone, è di 1000 km) e potrebbe far parte di un gruppo di oggetti orbitanti nella parte più interna della Nube di Oort che si estende alla fine della Fascia di Kuiper.”È una scoperta straordinaria che ridefinisce la nostra comprensione del sistema solare”, ha detto Linda Elkins-Tanton, della Carnegie Institution for Science di Washington DC.

“La ricerca di questi oggetti distanti, oltre Sedna e 2012 VP113, deve continuare, perchè essi ci possono raccontare molto su come il nostro sistema solare si è formato e sviluppato”, ha aggiunto il collega Scott Sheppard, autore della scoperta insieme l’astronomo Chad Trujillo dell’Osservatorio Gemini delle Hawaii che ha aggiunto:”È la dimostrazione che c’è qualcosa che non conosciamo ancora e che è importante. Stiamo avendo un assaggio di cosa si trovi al di là di quello che consideriamo il margine del sistema solare.”

Il punto più interessante della loro scoperta sta infatti nella possibilità che oltre 2012 VP113 ci sia un altro pianeta, decisamente più massiccio- magari fino a 10 volte il nostro- che influenza l’orbita di questi piccoli oggetti. Proprio quanto recentemente smentito dalla Nasa.  “Alcuni di questi corpi nella parte interna della Nube di Oort potrebbero avere la dimensione di Marte e della Terra- dicono Sheppard e Trujillo- ma il punto è che sono così distanti che anche i più grandi sono praticamente invisibili  per la nostra attuale tecnologia.”

A CONFRONTO, LE ORBITE DI 2012 VP113 E DI SEDNA

A confermare l’importanza di questa osservazione, è stato anche Michael Brown, astronomo planetario del California Institute of Technology a Pasadena. “Abbiamo cercato questi corpi simili a Sedna per più di 10 anni. Averne individuato un altro riduce le possibilità che Sedna sia stato solo un colpo di fortuna.” Ma adesso, gli astronomi devono riuscire a spiegare come facciano questi remoti pianeti nani a rimanere vincolati al Sole nonostante le enormi distanze.

È infatti un vero mistero come possa Biden rimanere agganciato alla nostra stella: esso è così distante che quando Sheppard lo ha notato, la prima volta, nel 2012, era l’oggetto astronomico più lento che avesse mai visto. Per mesi lui e Trujillo lo hanno seguito, fino a quando hanno accertato la sua orbita. A differenza di Sedna, questo piccolo planetoide ha un perielio più lontano, ma un afelio più ravvicinato: solo – si fa per dire- 452 UA. Quindi, appare più condizionato dalla gravità del Sole. Ma come sia possibile, per ora, non è chiaro.

Le idee sono varie. Un’ipotesi, per spiegare la presenza di questi corpi come 2012 VP113, propone che durante l’infanzia del sistema solare, una vicina stella possa aver perturbato la sua crescita, trascinando verso l’esterno alcuni frammenti. Un’altra possibilità è che un gigantesco pianeta canaglia possa aver attraversato in quel punto il sistema solare, cacciando quei corpi dalla Fascia di Kuiper all’interno della Nube di Oort.

NELLA NUBE DI OORT CI SAREBBERO CENTINAIA DI PIANETI


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