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Nuovi studi sul glifosato, in ginocchio Bayer-Monsanto

Creato il 24 luglio 2019 da Informasalus @informasalus


glifosato

L’Anses, l’Agenzia francese per la salute e la sicurezza alimentare, sta per pubblicare un bando di gara per la realizzazione di ulteriori studi sul potenziale cancerogeno del glifosato, l’erbicida più diffuso a mondo al centro di un dibattito scientifico tra chi sostiene che abbia un potenziale cancerogeno e chi la definisce una sostanza sicura.

L’Agenzia ha riunito le specifiche degli studi: per farlo ha riunito un gruppo di esperti composto da tossicologi specializzati in genotossicità e carcinogenesi, che hanno tenuto in considerazione tutte le valutazioni e tutti i dati attualmente disponibili in letteratura. L'Agenzia, come risultato di questa esperienza, propone un approccio integrato per comprendere meglio i possibili meccanismi di azione cancerogena (genotossica o epigenetica) del glifosato e valutarne la rilevanza per gli esseri umani.

Il glifosato è una sostanza attiva utilizzata in molti prodotti erbicidi, il cui uso è stato riapprovato per cinque anni dall’Unione Europea nel dicembre 2017. La Francia aveva dapprima sostenuto la volontà di voler abbandonare il glifosato a prescindere dalla decisione europea ma in seguito ha cambiato idea. Il primo Stato europeo ha vietare ufficialmente il glifosato è stata l'Austria.

“Se l’Europa ha preso tempo l’Austria non ha voluto aspettare, forse anche sull’onda delle notizie da oltreoceano che vedono la Bayer in difficoltà nei processi che sempre più spesso la condannano a risarcire persone che hanno sviluppato gravi malattie dopo la prolungata e intensa esposizione al glifosato. Come dire: anche se il gruppo Bayer-Monsanto continua a mettere in dubbio la pericolosità del glifosato, sempre più istituzioni stanno evidentemente scegliendo di basarsi sui numerosissimi studi scientifici che al contrario la confermano”, ha affermato Simona Savini di Greenpeace commentando la decisione austriaca.

E intanto sulla Bayer pesano i contenziosi aperti relativi al caso dell'erbicida RoundUp. Colpita dalle cause legali per il glifosato, la multinazionale tedesca ha deciso di mettere in vendita  Dr. Scholl’s, brand di prodotti per il benessere del piede e ortopedia.

Oltre 13mila cause per i suoi possibili effetti cancerogeni e un crollo del -35% in un anno delle azioni in Borsa dopo l'acquisizione di Monsanto, per 63 miliardi di dollari. Sono le cifre dei contenziosi aperti relativi al caso dell'erbicida a base di glifosato RoundUp. Due i casi in cui il tribunale ha riconosciuto che il noto pesticida è stato “un fattore determinante” nell'insorgenza del linfoma non Hodgkin condannando il gruppo Bayer-Monsanto.


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