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Obiettivo AFRICA... opportunità ed investimenti.(2)

Da Roxioni
Obiettivo AFRICA... opportunità ed investimenti.(2)
Obiettivo AFRICA... opportunità ed investimenti.(2)Con gli EFT, è possibile avere esposizioni su indici azionari di qualsiasi genere e aree geografiche, indici obbligazionari, indici su materie prime, società immobiliari ecc. (l’unico problema potrebbe essere la valuta di riferimento di rendimento dell’indice).  In alcuni casi infatti  potremmo avere una  riduzione o un aumento del rendimento dell’ ETF, in relazione alla valuta di negoziazione, Un investitore consapevole però  può anche coprirsi dal rischio di cambio , con delle “opzioni”, o “operazioni  spot”.
ISTRUZIONI PER L’USO DELL’ETF. Date le sue caratteristiche, lo strumento ha varie e diverse modalità d’impiego: -a) vendita allo scoperto “intraday o multiday”, al fine di prendere una posizione “ribassista “sull’indice benchmark, (se questo è previsto dall’intermediario).-b) per fare trading (anche intraday) per poter cogliere i momenti di rialzo del benchmark  (parametro di riferimento o indice di riferimento utile per confrontare la performance di un portafoglio)  attraverso un ‘acquisto e la successiva vendita dell’ETF.-c) investimento di medio/lungo termine facendo però molta attenzione ai costi e al basso rischio di sovra/sotto performance del benchmark in quanto lo stesso ETF viene replicato.
QUALCHE ASPETTO FISCALE.Premesso che tutti gli ETF attualmente quotati a Piazza Affari sono armonizzati (cioè conformi alle direttive europee), la fiscalità è differente a seconda che l’ETF sia armonizzato o “non armonizzato”(cioè non conforme alle direttive europee).  -Per gli ETF “armonizzati” di diritto italiano l’intermediario è tenuto ad applicare a monte l’imposta sostitutiva del 12,50% sui diritti diversi (capital gain) al netto di eventuali minusvalenze pregresse accumulate durante il regime del risparmio gestito.  Nel caso di ETF di diritto estero, l’intermediario applica una ritenuta a titolo d’imposta del 12,50% sui proventi periodici(dividendi) e sui redditi di capitale derivanti dalla differenza tra il prezzo di vendita ed il prezzo d’acquisto con in aggiunta un’imposta del 12,50% su capital gain. 
Per gli ETF non armonizzati (non conformi alle direttive europee) bisogna distinguere tra:-redditi da capitale: i dividendi incassati e il delta del NAV (Net Asset Value) cioè differenza tra il NAV di vendita con quello del giorno della sottoscrizione, che assieme formano l’imponibile del sottoscrittore e sono soggetti ad una tassazione progressiva del’ IRPEF. Bisogna comunque pagare al momento del collocamento in Italia anche un acconto del 12,50% a titolo cautelare.
-redditi diversi: capital gain realizzati in sede di negoziazione al netto di minusvalenze pregresse accumulate ( differenza negativa, in un determinato periodo di tempo, del valore di un'attività finanziaria, in pratica una diminuzione di redditività) l’intermediario applica un’imposta sostitutiva del 12,50%Dopo questa piccola infarinatura d’approccio verso il mondo degli ETF, d’ora in poi ci dedicheremo ai Exchange-Trade Fund riferiti al CONTINENTE AFRICANO, ed in particolare a:
-Easyetf South Africa Ftse/Jse Top 40 - (CSZA)
-Lyxor Etf Pan Africa (A) -  (LAFRI)
-Lyxor Etf South Africa Ftse Jsetop40 (A) -  (SAFRI)
-Market Access Ftse/Jse Africa Top 40 - (AFRI)
-Powershares Middle East North Africa -  (PSM)

 PROMEMORIACol prossimo articolo cominceremo col conoscerli  un pò più da vicino. Obiettivo AFRICA... opportunità ed investimenti.(2)

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