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Occupazione e università, crisi e paradossi

Creato il 01 febbraio 2017 da Propostalavoro @propostalavoro

L'ultimo bollettino ISTAT sui valori occupazionali italiani riporta un +1000 occupati tra dicembre e novembre e ben 242mila occupati in più rispetto a dicembre 2015. Gli inattivi calano: -478mila, ed è un bene, ma tra i nuovi occupati più dell'85% sono over 50

Cosa possono fare i giovani per contrastare l'avanzata dei cinquantenni? Possono studiare e compensare l'inesperienza con conoscenze aggiornate e approfondite. Forse. Esiste una sensazione diffusa che studiare non serva più a molto e che la differenza tra avere o non avere una laurea sia ai minimi. Ma si crede ancora che senza una laurea non si vada più da nessuna parte. Proviamo a far parlare i dati per confermare o smentire queste idee.

Distribuzione studenti italiani nel 2014. Gli Under 29 sono rappresentati nella corona esterna.
Distribuzione studenti italiani nel 2014. Gli Under 29 sono rappresentati nella corona esterna.Sono iscritti all'istruzione terziaria italiana circa 1.715.000 studenti, di cui la maggior parte, il 58% sono nella fascia d'età 20-24 anni, mentre poco più del 15% sono over 29. Questi ultimi sono distribuiti equamente tra laurea triennale e specialistica (47,6% circa per entrambe), mentre sporadica è la partecipazione ad ITS. Nel 2014 risultavano iscritti ad una laurea specialistica anche 2 diciassettenni. Soffermandoci sui giovani, cioè gli under 29, è la laurea triennale il corso più rappresentativo, con il 62% degli iscritti in questa fascia di età. 

L'istruzione tecnica superiore (ITS) è stata scelta da 4.719 giovani, per la maggior parte tra i 20 e i 24 anni (72,37%), mentrei giovanissimi (15-19 anni) frequentanti sono poco meno del 15%. In Italia, vivono 443.400 studenti universitari tra i 25 e i 29 anni, mentre sono 262.600 gli over 29. 

Dall'inizio della crisi, i laureati italiani non se la sono passata troppo bene.

Tasso di occupazione dei laureati in Italia per fasce di età.
Tasso di occupazione dei laureati in Italia per fasce di età.

Il 2013 può essere considerato l'annus horribilis per il tasso di occupazione dei laureati. Se infatti, fino a quel momento, il titolo di studio è stato una garanzia di buona tenuta occupazionale, dal 2012 al 2013 il tasso di occupazione dei laureati ha toccato il minimo storico, perdendo l'1,26% rispetto all'anno precedente. Ma dalla tabella si può osservare che, rispetto al 2008, non tutte le fasce d'età hanno fatto registrare lo stesso andamento. Il tasso di occupazione dei laureati tra i 55 e i 65 anni è cresciuto del 22,34%, mentre quello dei 20-24enni è sceso del 23,47%. Come mai? Giovani meno performanti o valorizzazione delle "vecchie lauree", rispetto a quelle nuove? Come abbiamo visto, sono pochi gli under29 a frequentare una laurea specialistica, è probabile quindi che i laureati di cui parliamo abbiano in mano solo una "triennale". 

Andamento del tasso di occupazione di lavoratori SENZA TITOLO DI STUDIO (2008=0)
Andamento del tasso di occupazione di lavoratori SENZA TITOLO DI STUDIO (2008=0)D'altronde, il tasso di occupazione delle persone senza titolo di studio è in costante calo, dal 2008. Per quasi tutte le fasce di età, infatti, si osserva un'andamento negativo della linea che rappresenta l'occupazione delle persone con un titolo di studio inferiore al diploma di scuola secondaria superiore. Tuttavia, se per la fascia di età più giovane tra quelle considerate, i 20-24enni, si può parlare di una caduta libera, per i giovani più maturi, a partire dal 2013 la riduzione si attenua. Osserviamo anche che il tasso di occupazione dei 55-64enni senza titolo di studio è in piena crescita, apparentemente senza battute d'arresto.

Andamento del tasso di occupazione dei DIPLOMATI (2008=0)
Andamento del tasso di occupazione dei DIPLOMATI (2008=0)Un discorso analogo si può fare anche per i diplomati. Calo costante per tutte le fasce d'età giovanili (includiamo anche i "giovani senior" dai 30 ai 34 anni) e crescita esorbitante per i 55-64enni. Per i giovani, il tasso di occupazione rispetto al 2008 crolla tra il 2012 e il 2013, benché la perdita di occupati si attenui negli anni successivi, in particolare per quanto riguarda la fascia di età tra i 20 e i 24 anni. Se gli andamenti dovessero essere confermati negli anni successivi, il tasso di occupazione dei giovani diplomati dovrebbe tornare al livello del 2008 entro il 2019. Il 2017 ci dirà inoltre se la crescità dei 55-64enni continuerà come in quest'ultimo anno (fiacca) o se sarà spedita come negli anni di crisi.

Andamento del tasso di occupazione dei LAUREATI (2008=0)
Andamento del tasso di occupazione dei LAUREATI (2008=0)Veniamo ai laureati. La performance delle varie fasce d'età giovanili è decisamente atipica, rispetto ai primi due casi. Solo per la fascia di età 30-34 anni si può parlare di perdita costante. I 25-29 enni, invece, dopo una temporanea risalita tra il 2010 e il 2011 hanno registrato un calo continuo fino al 2014, per poi iniziare una lenta risalita. Contemporaneamente, la fascia di età tra i 20 e i 24 anni si è comportata in modo praticamente opposto. Crollo fino al 2010, rapida risalita fino al 2013, di nuovo crollo, negli ultimi 3 anni, fino a tornare ai livelli del 2010. Cosa può voler dire? Le occasioni di lavoro sono riservate ai giovani più esperti? Le lauree tipicamente prese prima dei 24 anni non sono una garanzia di occupabilità? E tornando ai senior, che sembrano non conoscere crisi, perché la crescita di occupazione, tra loro, è così discontinua?

La prossima settimana, a queste domande se ne aggiungeranno altre. Tra due settimane proveremo a dare le prime risposte.

Simone Caroli


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