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Odio in Rete: il caso Casteddu Online

Creato il 24 maggio 2016 da Alessandro Zorco @alessandrozorco
Odio in Rete: il caso Casteddu Online

" All'avvicinarsi degli appuntamenti elettorali spesso si accendono gli animi e qualcuno è indotto a trascendere. I social network, e Facebook in particolare, diventano talvolta veicoli di insulti e persino di minacce". Lo afferma l' Ordine dei giornalisti della Sardegna in un intervento a sostegno della testata C asteddu online che ha subito nei giorni scorsi un inaccettabile attacco da parte di rappresentanti politici che contestavano alcuni articoli pubblicati dalla testata. Il tutto è avvenuto nel pieno della campagna elettorale per le elezioni comunali cagliaritane e con il coinvolgimento di esponenti di spicco del partito che attualmente governa la città.

" Così - prosegue la nota dell' Odg Sardegna - nella bacheca di un personaggio politico di rilievo sono apparsi commenti con minacce dirette o indirette ai giornalisti di quella testata. Questo è inaccettabile e molto pericoloso per gli effetti che potrebbero produrre. L'Ordine dei Giornalisti della Sardegna condanna senza esitazione tali comportamenti e invita tutti ad un uso responsabile del web e dei social network, anche nella pubblicazione dei commenti di terzi, nel rispetto della legge e dei rapporti di civiltà. Chi si sente diffamato può chiedere la rettifica delle notizie ritenute false e rivolgersi alla magistratura ordinaria e anche all'Ordine dei giornalisti, che vigila sul rispetto delle regole deontologiche da parte degli iscritti e, attraverso il Consiglio di disciplina territoriale, è dotato di potere sanzionatorio ".

Parzialmente diversa è stata la reazione del direttivo dell' Assostampa che, riunitosi per confrontarsi sulla richiesta di tutela avanzata dal sito Casteddu Online, pur stigmatizzando a sua volta gli attacchi rivolti ai giornalisti, sembra più che altro bacchettare il direttore della testata perché non si è presentato alla riunione. " Peccato - hanno scritto i rappresentanti del sindacato dei giornalisti sardi -: un'occasione persa per un chiarimento interessante. Oggi la posizione del sindacato dei giornalisti sardi è uguale a quella di ieri e di domani. Si può criticare e contestare l'informazione come qualunque altro potere, ma senza scadere nelle minacce.E chi informa deve rispettare la verità sostanziale dei fatti, trattare temi di interesse pubblico e farlo con linguaggio continente. Tutto il resto non è giornalismo. E questo non lo dice l'Assostampa sarda ma la normativa che regola la nostra professione ".

L'attacco ai giornalisti di Casteddu Online, su cui sarà probabilmente il Tribunale di Cagliari a pronunciare una parola definitiva, offre però molti spunti interessanti per fare alcune considerazioni sull'odio furibondo che sta connotando sempre più la Rete.

Proprio pochi giorni fa, nel corso di un interessante incontro che si è tenuto all'ex facoltà di Giurisprudenza di Cagliari, è stato sottolineato che l'odio online è un fenomeno che aumenta in maniera esponenziale proprio durante le campagne elettorali.

L'odio - ha detto Giovanni Ziccardi, docente di Informatica giuridica presso l'Università degli Studi di Milano e autore del saggio " L'odio online. Violenza verbale e ossessioni in rete" - diventa una moneta sonante che sulla Rete fa concorrenza ai bitcoin. Un sentimento economicamente quantificabile in accessi al sito quando è utilizzato dai giornali per fare il cosiddetto click baiting e, quando viene utilizzato dalla politica in campagna elettorale, diventa addirittura consenso politico.

Va detto che - in un panorama in cui spesso i giornali tradizionali sono ormai imbalsamati e non possono toccare gli interessi economici dei loro editori - l'onere di dire le verità più scomode è spesso lasciato alle piccole testate che, svincolate dai poteri economici che tradizionalmente hanno sempre gestito l'informazione, sono molto più libere di agire. Ma a fronte di questa mission di ricerca della verità non è raro che, per comprensibili difficoltà economiche, i siti online usino mezzi poco ortodossi per ottenere visualizzazioni e attrarre i pochi investitori pubblicitari: titoli sensazionalistici, argomenti scandalistici. Senza contare che spesso, vista la necessità di produrre una quantità enorme di notizie in tempo reale, tanti articoli vengono pubblicati senza il necessario approfondimento o ricorrendo a collaboratori inesperti.

Oggi buona parte del giornalismo online, purtroppo anche tra le testate più prestigiose del panorama nazionale, tende a parlare soprattutto alla pancia dei lettori, oltrepassando il limite della continenza senza valutare appieno i pericoli che ne possono scaturire. Comportamenti che contribuiscono a fomentare odio e indignazione in una società fatta per lo più di tifosi accaniti, divisi in fazioni che approfittano di ogni occasione per lottare e insultarsi tra loro, pronti a trascendere in minacce e, nei casi più gravi, in atti delinquenziali.

Per la cronaca, nel corso dell'incontro organizzato dall'Università di Cagliari, non sono state elargite ricette per arginare un fenomeno ancora tutto da studiare, ma qualche consiglio utile per chi naviga in Rete è stato dato. Due su tutti: maggiore attenzione a ciò che si scrive sui social network da parte di tutti, soprattutto da parte dei rappresentanti della politica in momenti delicati come le campagne elettorali, e un rispetto rigoroso delle regole deontologiche da parte di tutti noi giornalisti.

In sostanza chi ha responsabilità nella comunicazione è chiamato a vigilare con maggiore attenzione per presidiare la Rete. Ferma restando la condanna assoluta e senza eccezione per qualunque forma di aggressione verbale e di minacce vigliacche.

Odio in Rete: il caso Casteddu Online

Alessandro Zorco è nato a Cagliari nel 1966. E' sposato e ha un figlio. Laureato in Giurisprudenza è giornalista professionista dal 2006. Ha lavorato con L'Unione Sarda e con Il Sardegna (Epolis) occupandosi prevalentemente di politica ed economia. E' stato responsabile dell'ufficio stampa dell'Italia dei Valori Sardegna e attualmente è addetto stampa regionale della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa. Dall'aprile 2013 è vicepresidente regionale dell'Unione Cattolica Stampa Italiana e dal 2014 è nel direttivo del GUS Sardegna.


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