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Oggi al Cinema incontra il cast di “Una piccola impresa meridionale”

Creato il 22 ottobre 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Oggi al Cinema incontra il cast di “Una piccola impresa meridionale”

22 ottobre 2013 • Speciale Cinema - Eventi, Vetrina Cinema

Incontro con Rocco Papaleo e il cast di “Una piccola impresa meridionale“

E’ un fiume in piena Rocco Papaleo. Emozionato nel parlare della sua seconda creatura, Una piccola impresa meridionale, che ha sbaragliato subito il botteghino battendo nel primo weekend anche kolossal d’animazione fortunati come Cattivissimo Me 2. “Prima di cominciare ci tengo a ricordare Francesco Nardi – dice a inizio conferenza – il nostro capo truccatore, una persona a cui sono legato da anni, ho fatto tanti film con lui come attore, poi ci siamo scelti per fare i miei due film. E’ un anno dalla sua scomparsa, il film è dedicato a lui”.

Com’è stato rimettersi dietro la macchina da presa?

Non era scontato che avessi occasione di poter rifare un film, il secondo in genere è il film del crollo, e ancora non è detta. È stato reso possibile dall’incoscienza dei miei produttori, che mi fanno girare in piena libertà e giocare con la macchina da presa.

Come si è regolato con le musiche?

La musica è la mia materia, il posto dell’anima: ho sempre suonato, sono completamente immerso nella questione musicale. Erica Mou è la mia rincorsa verso la musica speciale, a film finito ho ascoltato la canzone Dove cadono i fulmini che sembrava scritta per il film, dà quel tocco in più che solo una piccola divinità pugliese poteva dare. Rita Marcotulli è il mio idolo musicale, ha fatto per il mio film quello che fanno i tacchi con le belle donne, le slanciano e fanno apparire più sensuali.

E come ha scelto, invece, i luoghi?

Cercavo una Sardegna non turistica, ho guardato nella provincia di Oristano, in cerca di un luogo poco gettonato e incantevole. Devo ringraziare Sonia Peng, la mia adorata ex moglie, anche per l’idea di riprendere il faro prima e dopo la ristrutturazione e per l’arredamento dello stesso con materiali riciclati.

Per altro la ristrutturazione del faro è una chiara metafora…

La ristrutturazione del faro, come quella del sud, deve ripartire da noi stessi. Dalla scuola e dalla cultura, ne abbiamo bisogno: sento che è questo che manca al sud e a tutto il paese, mancano insegnanti ben pagati e ben motivati per spargere cultura e insegnamento.

Film Una Piccola Impresa Meridionale

Scena dal film “Una Piccola Impresa Meridionale”

Una delle scene che restano più impresse è senz’altro quella del matrimonio a due spose, ce la commenta?

E’ una delle prime immagini che mi si sono materializzate. Sono andato fino in fondo alla retorica, perché mi interessava per il grande pubblico dare quell’immagine che potesse innescare una reazione forte. Un tentativo di usare la retorica perdendo un po’ di brillantezza e scorrettezza, perché mi sembrava efficace x ciò che cerca d essere anche un film, cioè una mina vagante.

Sentiamo anche i protagonisti del film: come avete vissuto questa “piccola grande impresa meridionale”?

Barbora Bobulova: Più che un personaggio il mio è un regalo, è bello cantare nel film, tutto è nato quando Rocco ha visto che a casa mia avevo una pianola-karaoke professionale. Mi ha chiesto di cantargli qualcosa, e ho cantato Sole spento.

Sarah Felberbaum: Finalmente ho un ruolo diverso, per la prima volta. Mai fatto un accento diverso dal mio, mai interpretato una straniera, e a inizio riprese non sapevo ballare nè cantare, poi tutto è cambiato. Ho amato tantissimo il personaggio, Rocco mi ha dato carta bianca e Barbora mi ha insegnato quelle poche parole nella sua lingua che sono riuscita a ripetere nel film.

Claudia Potenza: Rocco mi ha permesso di cornificare Scamarcio, e dato la seconda chance di un ruolo libero. Sono felice di essere di nuovo in un film che racconta il meridione e spero possa dare un contributo anche per la cultura.

Riccardo Scamarcio: Con Rocco ci siamo inncontrati a casa mia dopo una settimana che avevo letto il copione. Mi ha detto che avrei dovuto cantare e mi piaceva l’idea di poterlo fare in un film: con la scusa di un personaggio potevo andare al di là del mio pudore.

Giuliana Lojodice: Papaleo è venuto in pellegrinaggio da me, con il trattamento dal bellissimo racconto, mi ha colpito come un fulmine a ciel sereno. Una persona speciale che tratta argomenti anche difficili. Spero che questo ruolo strampalato abbia marcato un segno nel mio puzzle di vita e nei miei sessant’anni di lavoro. Ho iniziato bambina e oggi condivido nuove esperienze, per la seconda volta ho gestito un figlio religioso dopo Fuori dal mondo con la Buy suora, ora aspetto il ruolo della madre di un Papa. Altra cosa: in Inghilterra esiste Maggie Smith, e in America Judi Dench. In italia urge capire che personaggi di età avanzata possono dare un qualcosa in più a un film.

Di Claudia Catalli per Oggialcinema.net

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