Oggi parliamo con… Francesca Panzacchi

Da Gialloecucina

Oggi incontriamo, nell’intervista  curata da Alessandro Noseda, Francesca Panzacchi autrice, tra gli altri, de La Casa d Sveva.

Andiamo a leggere cosa ci racconta!

Buongiorno e grazie per l’invito a pranzo!
E’ un piacere!

Non sapevo fossi appassionata anche di vini e cucina! Partiamo col piede giusto! Cosa prepari?
Biscotti alla vaniglia.

Posso darti una mano?
Certo, c’è sempre bisogno di una mano in cucina.

Intanto ci racconti chi sei e perché leggi e scrivi?
Scrivo da sempre e leggermi forse è il miglior modo per conoscermi. Io sono quello che scrivo, quello che immagino. Ma non si tratta di un concetto astratto: la mia immaginazione affonda le sue radici nel quotidiano, si innesca con le cose che vedo e che sento ogni giorno. Basta uno sguardo, un dettaglio, a volte un profumo. Leggere poi mi è sempre piaciuto, mi apre delle porte dentro. Non riesco a concepire come si possa farne a meno.

Perché hai accettato di accordare un’intervista a Giallo e Cucina? È un Blog che segui?
E’ un blog molto interessante, lo seguo da poco, ma é stato un colpo di fulmine.
“La casa di Sveva” e il suo sequel “Andrea contro Sveva”, come nasce l’idea?
Sono partita da un’idea che avevo in testa e che premeva per poter uscire. Dovevo metterla su carta, era quasi come se non avessi scelta. Il primo è un romanzo noir fortemente introspettivo, con due soli personaggi, un uomo e una donna, rinchiusi in una casa sul mare per l’intero arco della narrazione. Al centro della storia le loro pulsioni: la follia, l’ambivalenza, il possesso. Il sequel invece apre la scena a nuovi personaggi, ma tutto continua a ruotare attorno ai due protagonisti, in un crescendo di tensione.

Dove scrivi? Hai un posto deputato dove ti trovi?
Scrivo quando e dove posso, al computer fisso se sono a casa, ma spesso anche nei luoghi più impensabili grazie al mio fido portatile.

Carta e penna o direttamente al PC?
Qualche appunto con carta e penna, ma la stesura vera e propria sempre direttamente al pc.

Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?
Dipende da cosa sto scrivendo, molto spesso metto un sottofondo di musica classica, altre volte ho bisogno del silenzio.

Quando scrivi segui una scaletta o ti fai guidare dalla storia?
No, non seguo nessuna scaletta, preferisco che la scrittura fluisca spontanea.

Quali sono le maggiori difficoltà che incontri nella stesura?
A volte mi dispiace uccidere i miei personaggi, è come se mi affezionassi a loro.

E del rapporto con Editor ed Editore cosa puoi dirci?
Mi ritengo fortunata, ho incontrato editori intelligenti e coraggiosi, pronti a investire sul talento senza chiedere un euro. E anche con gli editor ho sempre avuto un ottimo rapporto, di stima reciproca.

Hai altri progetti letterari in divenire?
Tanti e meravigliosamente confusi.

Descriviti come lettrice!
Forse “compulsiva” è il termine più appropriato. Leggo molto e di tutto, fin da quando ero piccola.

Quali libri compri? Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo?
Prediligo i gialli e i noir, ma mi piace anche spaziare se la trama solletica la mia fantasia.

E se devi regalarlo un libro come scegli?
Lo scelgo in base alla personalità di chi poi dovrà leggerlo, cercando di mettere in secondo piano le mie preferenze personali.

Un consiglio a chi ha una storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?
Di non avere fretta, di non accettare compromessi. Se la storia è bella é probabile che prima o poi venga pubblicata.

Ami la carta o apprezzi anche gli eBook?
Amo entrambi, ma prediligo la carta.

Ti piace presentare i tuoi libri al pubblico?
Sì, mi piace, è un bel modo di creare un rapporto diretto con i propri lettori.

Come consuetudine di Giallo e Cucina, ti chiediamo di chiudere con una ricetta e una citazione!
Avendo pubblicato anche un libro di ricette afrodisiache (“Le ricette del desiderio”, Ciesse) attingo da lì…
FRAGOLE AUDACI
200g di cioccolato al peperoncino
15g di burro
1 cestino di fragole

Lavate e asciugate perfettamente le fragole. Fate fondere il cioccolato al peperoncino a bagnomaria (o nel forno a microonde per un minuto). Fuori dal fuoco, incorporate al cioccolato la noce di burro e mescolate bene in modo da ottenere una crema fluida e liscia.
Immergete le fragole, ognuna infilzata in uno spiedino di legno, nel cioccolato fuso e fatele asciugare all’aria. Quando il cioccolato si sarà ben solidificato, potete riporle in frigorifero fino al momento di servirle.

E per quanto riguarda la citazione, quando si parla di cucina a me viene sempre in mente questa frase di Stefano Benni:
“Non esistono uomini cattivi, se sono cucinati bene”.



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