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Oggi vi parlo di... "Videocreatività": Fabio Intiso

Da Artigianando
Il 13 Novembre 2010, a Milano, si è tenuto il concerto di Sistiana e Fabio Intiso; lì ho avuto l'occasione di conoscerli di persona e sono rimasto molto colpito dalla genuinità di Fabio. Ovviamente la serata è stata fantastica e il concerto molto ben riuscito;
Dalle doti canore e sensibilità eccelse, oggi vi parlo di: Fabio Intiso
Fabio ha aperto il suo canale su YouTube a inizio 2010, infatti il suo primo video risale al 10 febbraio 2010.
Attualmente ha 42 video caricati e quasi 15.000 iscritti al suo canale, tutti in attesa della imminente pubblicazione del video ufficiale di "18 febbraio", una sua canzone.
Ora veniamo alla piccola intervista che ci ha gentilemente concesso:
1. Chi è Fabio Intiso?
Fabio Intiso nasce poco più di un anno fa. Mi dirai: "Ma che cavolo sta dicendo?"... e invece è proprio così. 2 anni fa ebbi un incidente, non grave per la verità ma restai in ospedale 3 giorni. Durante la mia forzata permanenza a letto cominciai a pensare che le numerose collaborazione con altri artisti (Gemelli DiVersi, Articolo 31) e diversi jingle per spot pubblicitari mi avevano portato lontano dal mio sogno. Realizzare il MIO album. Così decisi che era tempo di chiudere il cerchio. Un nuovo inizio, un nuovo cognome. Non così nuovo in realtà, Intiso è il cognome di mia madre. Decisione non semplice, ma se devo qualcosa a qualcuno la devo a lei.
2.Quando hai cominciato a cantare?
Canto da sempre. Da quando ne ho ricordo. Canto per strada, in macchina, mentre sono in fila alla posta. Sempre. Ricordo che nel periodo in cui ho lavorato come traduttore per Sky un mio collega un giorno mi dice: "Metti allegria anche il lunedì mattina" e io: "Perchè?" "Ti sento arrivare cantando". E' così naturale per me che neanche me ne accorgo.
3. Dove trovi l'ispirazione per scrivere le tue canzoni?
Le mie canzoni sono fortemente autobiografiche. Ascoltare le 10 tracce del disco è come leggere una mia una autobiografia. Ci sono brani estremamente intimi come "Ultima Lacrima" dove racconto la mia infanzia o "Dede" dedicata ad una persona molto speciale per me. Scrivere in italiano ti mette a nudo e io ho voluto essere sincero. Un po' mi spaventa l'idea che ci sia così tanto di me nelle mie canzoni, ma forse è proprio questo che le rende più vere.
4. Solitamente componi prima la musica o il testo?
Avendo vissuto per lungo tempo negli Stati Uniti per anni ho scritto in inglese e la composizione di melodia e testi andavano di pari passo. Poi ho deciso che la vera sfida era riuscire a scrivere in italiano. Quante volte capita di sentire un pezzo bello melodicamente e poi pensare che il testo è forzatamente poetico e senza significato? E' proprio sul testo in italiano che casca l'asino. Così ho cominciato a studiare i testi dei più grandi autori italiani da Mogol a Lucio Dalla, passando da Carmen Consoli, Jovanotti a Zucchero per trovare un mio modo di espressione in italiano. Sono andato per tentativi e piano piano ho scritto delle vere e proprie piccole poesie che poi ho musicato. Quindi per rispondere alla tua domanda: In italiano solitamente scrivo prima il testo.
5. Come ti organizzi tra lavoro, canale e tempo libero? Come si articola una tua giornata tipo?
Faccio turni di speakeraggio per spot e promo (tv e radio) e turni cantati per cartoni animati e jingle pubblicitari, non esiste la mia giornata tipo. Capita che mi chiamino la mattina per il pomeriggio. Amo il mio lavoro anche perchè mi lascia del tempo per miei progetti. La vera ricchezza al giorno d'oggi è avere tempo. Per questo mi sento comunque molto fortunato e grato.
6. Sistiana ci ha raccontato com'è nata la vostra collaborazione. Come hai composto “Seduto a Central Park”?
Sistiana mi chiese di partecipare al suo concorso e io le dissi che che mi sarebbe piaciuto fare una cover di "My way to Hell" dandogli un taglio personale. Fare una traduzione letterale non avrebbe dato giustizia al brano così decisi di scrivere alla mia maniera attingendo dal mio vissuto. In "Seduto a Central Park" parlo di una partenza, di un distacco e l'inevitabile pensiero che torna alla persona amata nonostante i chilometri che ti separano da lei rendendo anche la città più bella al mondo un inferno.
7. Quanto tempo ti serve per realizzare un tuo videoclip, tra ideazione, riprese e montaggio?
Anche qui dipende. Di solito sono piuttosto veloce. Se ho chiaro in testa quello che voglio non ci metto troppo tempo a realizzarlo. Ma devo avere le idee molto chiare.
Il processo creativo è affascinante. Mi perdo nei miei pensieri, quando creo mi sento vivo. E' straordinario.
Grazie all'esperienza di youtube ho anche scoperto delle nuove passioni come per esempio la regia e il montaggio video. Ho iniziato a spingermi un pò oltre proprio con il video di "Seduto a Central park" per poi realizzare il video con Sistiana (My way To Hell) . Ora ho appena finito di lavorare ad un progetto con Luca di Riflessi Condizionati curando la regia di un video di azione con tanto di inseguimenti e scene di combattimento. Un piccolo regista in the making insomma.
8. Com'è il rapporto con i tuoi fans?
Fans? Sono tutti amici. Vorrei poterli conoscere tutti e ringraziarli.
9. Cosa ti ha spinto ad autoprodurti?
Questo è un momento molto critico per la discografia non solo italiana ma mondiale quindi sapevo che nessuno avrebbe rischiato su un cantante emergente.
In quei fatidici 3 giorni di ospedale mi sono detto: "Se non sei tu il primo a crederci chi ci crederà?"
Lavoro da quando ho 18 anni e ho sempre messo da parte per questo mio sogno e ho fatto le cose come andavano fatte.
Ho arrangiato il disco con Alessandro Branca musicista di grande talento e sensibilità artstica, registrato l'album alle Officine Meccaniche con Taketo Gohara, masterizzato al Nautilus con Antonio Baglio e ho girato il mio primo video ufficiale con Gaetano Morbioli. Ho voluto il massimo per il mio progetto avvalendomi di professionisti dalle indiscusse capacità artistiche. Molti mi hanno dato del pazzo dicendomi che i soldi che ho investito nel mio progetto non torneranno mai indietro. Forse, ma questo a me non interessa. Non l'ho fatto per i soldi o per la fama, per me era ed è un'esigenza. Nessuno mi toglierà il ricordo di avere Elisa nella sala di registrazione accanto alla mia che mi ferma per complimentarsi per "18 febbraio" canticchiandola. Nessuno mi toglierà i 3 giorni passati a girare il video con Gaetano a Dublino. Nessuno mi toglierà il mio disco. Non importa dove porta questo mio viaggio, so solo che è un viaggio MERAVIGLIOSO.
10. Un saluto alle lettrici (e ai lettori):
Un mega saluto a tutti i lettori e mi raccomando, non perdervi l'uscita a bravissimo del mio primo singolo "18 Febbraio" su itunes con tanto di video ufficiale.
Un abbraccio e a presto,
Fab
http://www.fabiointiso.com/
Grazie mille a Fabio per la sua disponibilità e vi lascio con il video di "A corto di fiato" versione live dal concreto del 13 novembre 2010:
 
 
A presto!
 
Luca Ballarini

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