Old Boy, 5 cose da sapere assolutamente sul remake firmato Spike Lee

Creato il 02 dicembre 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

2 dicembre 2013 • Le 5 Curiosità, Vetrina Cinema

Old Boy è il remake del famoso film omonimo del 2003 del coreano Park Chan-wook. La nuova versione, girata da Spike Lee e ambientata in America, è altrettanto scioccante. La storia è quella di un uomo che viene tenuto segregato e isolato per vent’anni in una stanza misteriosa: una volta liberato, altrettanto misteriosamente, cerca di capire chi gli abbia inflitto una simile punizione. Ma soprattutto perché. Old Boy, interpretato da Josh Brolin, Sharlto Copley, Elizabeht Olsen e Samuel L. Jackson, sarà nelle nostre sale dal 5 dicembre 2013.

1. Mark Protosevich, colui che ha deciso di affrontare la “mission impossibile” di riscrivere la sceneggiatura di Old Boy, ha provato a immergersi completamente nell’esperienza del protagonista, Joe Ducett. Per farlo si è documentato accuratamente su casi di persone che sono state tenute per molto tempo in isolamento, come gli ostaggi dei terroristi. Ha anche studiato degli esperimenti che sono stati fatti nel 1950 su alcuni cuccioli di scimmia allontanati dalle madri per vedere le loro reazioni alla perdita del contatto fisico.

Spike Lee – Old Boy

2. Dalla Corea del film originale l’azione si sposta in una città americana astratta e senza nome. Spike Lee ha deciso di girare a New Orleans, ma non voleva assolutamente che la città, dagli aspetti molto caratteristici, fosse riconoscibile. Per questo è stato fatto un grande lavoro sulla scelta delle location. L’esterno della prigione e i corridoi del suo interno sono stati girati in un sito in disuso della marina militare americana dell’epoca della Prima Guerra Mondiale. È composto da una serie di edifici in cemento a prova di esplosione: è un luogo allo stesso tempo funzionale e macabro. È qui che è stata girata una delle scene cult, che vede Joe armato di martello combattere contro 35 scagnozzi: la sequenza è stata filmata con una ripresa singola di tre minuti e mezzo.

3. Elizabeth Olsen, che nel film interpreta Marie, l’infermiera volontaria che si prende a cuore il caso di Joe, non ha saputo lo scioccante finale del film fino al momento in cui l’ha visto alla prima a New York. È stata una scelta azzeccata, che probabilmente le ha fatto interpretare al meglio il suo ruolo. “Non sono stata mai così scioccata e sorpresa da un finale dai tempi de Il sesto senso” ha dichiarato.

4. Josh Brolin è perfetto nel ruolo, forte fisicamente e fiero, ma capace anche di esprimere la follia. Pare però che il suo ruolo sia stato offerto a vari attori, tra cui Christian Bale, Clive Owen, Will Smith, Daniel Craig e Colin Firth (noi non ce lo avremmo visto proprio, e voi?): tutti hanno rifiutato il ruolo. Complimenti a Josh Brolin per il coraggio. Quanto al personaggi di Marie, al posto di Elizabeth Olsen avrebbero potuto esserci Rooney Mara, Mia Wasikowska e Lily Collins. Anche se Rooney Mara è una grande attrice, la scelta della Olsen ci sembra perfetta.

5. Rispetto alla storia originale, Spike Lee cambia qualcosa. Prova a confondere un po’ le carte rispetto all’identità della figlia di Joe, con l’idea del programma televisivo (“la gente crede a tutto quello che vede in tv”). Rende anche più complessi i rapporti familiari dell’uomo misterioso che è la causa delle vicende di Joe. E cambia anche la prospettiva di Joe nell’ultima scena, dopo che il mistero è stato sciolto nello scioccante sottofinale.

Di Maurizio Ermisino per Oggialcinema.net

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