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Oltre Bellano

Creato il 13 luglio 2019 da Annalife @Annalisa
Oltre Bellano

Un romanzo breve, lontano da Bellano, dai personaggi cui si era abituati (zitelle, sindaci, modiste, marescialli e via discorrendo), e dalla solita edizione Garzanti.

Per Einaudi, Vitali firma un racconto da leggersi in un’oretta, e questo è un appunto soltanto per la casa editrice, che vende a 13 euro poco più di 100 pagine e, sì, lo so che questo è un discorso un po’ balordo, e che ci sono drammi di poche pagine o poesie di un verso che han fatto comunque la storia della letteratura, ma questo libro non farà la storia della letteratura e ho cominciato a stare attenta a queste offerte che ti lasciano dopo una manciata di minuti – complici anche un paio di altri libri acquistati con entusiasmo e letti in un amen.

Per il resto, questo è un Vitali, come detto, che non ha nulla a che vedere con i precedenti romanzi, se non perché padroneggia la scrittura con uguale perizia. Magari, nei romanzi bellanesi, era più arduo fare attenzione allo stile, presi dalla girandola di situazioni, richiami, dialoghi, personaggi e così via.

Qui una girandola c’è comunque, ma buia, ed è la storia, fatta apparentemente di nulla (“documenti, prego”, è tutto lì) e anche triste, e ansiogena, perché sprofonda piano piano, si risolleva, e poi di nuovo sembra precipitare, e confonde, così che non sai bene dove sei (e se questo è ciò che voleva il protagonista – portarci con lui – ci riesce bene).

Della scrittura, che salta con disinvolta sicurezza tra tempi al passato e tempi al presente, senza per questo che si perda il filo; che tratteggia con poche battute o una descrizione brevissima un carattere o una situazione, si è già detto. Per il resto, direi che scomodare, a causa dello svolgimento, esempi illustri come Kafka o Dürenmatt mi sembra eccessivo dal punto di vista della narrativa, ma anche da quello della reazione del protagonista, che non accetta la realtà per molti versi angosciante in cui si viene a trovare, ma, anzi, le resiste. Credo che, semplicemente, Vitali abbia voluto cimentarsi in un testo lontano dalle sue solite corde, che deluderà i fan del maresciallo Maccadò, ma che, preso a sé stante, è comunque una (seria, triste) piacevole lettura.

E visto che ho aperto con la nota di biasimo per il prezzo, chiudo con la nota di apprezzamento per la copertina: non amo le fotografie, in copertina, ma questa è ben scelta, significativa, e da lontano ricorda pure un po’ Hopper. Promosso il grafico.


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