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Oma, di Vera Ippolito, III E

Creato il 16 marzo 2019 da Letizialaura
Oma, di Vera Ippolito, III E

Dal sito Sguardi e storie, le cui narrazioni stupiscono. Pubblico anche qui questo racconto, con un commento:
Due, forse tre cose mi colpiscono in modo particolare: pensare alla storia di una famiglia "ariana" qualunque, anche se molto benestante e in parte nobile, durante il nazismo, il cui orrore naturalmente non compare in queste immagini, ma nelle memorie trasmesse alla bambina che scrive; nella memoria trasmessa c'è anche il cenno alla separazione dei bisnonni perché la donna in particolare ha rifiutato il nazismo; l'epica vicenda che porta la nonna Gisela dalla Germania all'Italia della fine della guerra, durante la ricostruzione, a Napoli, dalle tenebre alla solarità, sebbene nelle due fotografie che mostrano i due fidanzati sul lungomare si intravede nella seconda una parte del muretto distrutta, forse da un bombardamento? Loro sono felici e davvero sembrano spontanei, pur nella messa in scena, davvero non nascondono questa gioia, anzi...
Infine, mi colpisce la bellezza in effetti delle fotografie della bisnonna, fotografa amatoriale, e si vede,si percepisce questo suo amore. Il modo di ritrarre i figli mi ricorda lo stile della fotografa inglese Julia Margaret Cameron (Calcutta, 11 giugno 1815 - Ceylon, 26 gennaio 1879), la cui biografia segnalo per le vicende che, nel corso dell'Ottocento, la riguardarono.
https://www.vanillamagazine.it/julia-margaret-cameron-la-piu-grande-fotografa-ritrattista-di-epoca-vittoriana/.
Grazie Vera per aver condiviso e reso pubblico questo racconto e queste storie... certamente il non detto, il non raccontato, il non rappresentato, come sempre, ci attraggono, ci fanno pensare, immaginare, ci suscitano una sorta di nostalgia per quanto di invisibile, ma di concreto, sentiamo che ci sia ancora da narrare. 🙂

Oma, di Vera Ippolito, III ESguardi e Storie

In questo testo vi racconterò l'avventurosa vita della mia bisnonna Gisela nata a Berlino, ma destinata a trasferirsi a Napoli per amore. Il titolo "Oma" è il vezzeggiativo di nonna in tedesco e ho intitolato il testo in questo modo perché Gisela veniva sempre chiamata così da tutta la famiglia.

Oma, di Vera Ippolito, III EGisela Hassert; 1923/24, Liebenwalde, 8×6,5cm

Gisela Hassert nacque a Berlino, il 27 maggio 1923, in una famiglia benestante: infatti Ursula von Hewald, sua madre, era baronessa e aveva un grandissimo patrimonio ereditato da suo padre, tra cui la villa dove vivevano a Liebenwalde, e Carl Mauritz Hassert, il padre, era un importantissimo giudice. Già da questo bel ritratto si intuisce l'alto rango della famiglia. La bambina guarda fisso nella macchina e indossa un vestitino molto particolare: si possono notare i volant sulle maniche a pois e il fiorellino di stoffa sul fianco sinistro. Dietro la bimba si intravede un...

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