Omaggio a Jacques Deary

Creato il 12 luglio 2011 da Ghostwriter

E' appena finito Hollywood Party, il celebre programma di Radiotre. Parlavano di tutto tranne che di quello che avrei voluto sentire stasera: dov'è finito il cinema francese? Perché non arriva più niente da noi, in Italia, dei film nuovi che si producono in gran numero? Al festival di Cannes quest'anno pullulavano le opere prime, molti film anche interessanti che puoi rivedere (in lingua originale però) su siti come MUBI e altri simili non li vedi nelle sale... E le sale cinematografiche stanno sempre peggio (a Torino ne hanno chiuse quattro, ma pare fossero soltanto problemi di gestione, dicono. In realtà non si affronta mai, tanto meno sui giornali nostrani, la questione della sconparsa del cinema che non sia americano o "etnico" a tutti i costi). "Scomparsa del cinema" sembra una boutade da intellettuali ma qui si tratta di geografia, di rapporti culturali mancati, probabilmente, di epoche diverse alle quali occorre adattarsi. Il cinema sopravvive ma dobbiamo ormai rincorrerlo di qua e di là...Non è finito il cinema, naturalmente, ma la bulimia cinefila forse sì, immersi come siamo in una eterna trasmissione di vecchie facce, dei soliti ritornelli. Ecco, a me non va di adattarmi a questo presente, proprio non mi interessa...Se il presente significa decapitare la vecchia Europa, che sia francese, polacca o britannica. No, non mi va. E stasera mi vedo La piscina di Jacques Deray. Anni Sessanta, ovviamente, per protesta.


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