Omar Galliani e il tempo che sublima le forme

Creato il 27 agosto 2012 da Wsf

Posso chiamarla maestro? del resto la maestria con cui domina il segno e il disegno è innegabile. Scegliere di ritornare al disegno, piegarlo ad una visione quasi onirica che scava e sdoppia, non si ferma mai, arriva ai muscoli, ed è come uno “scavarsi dentro”, è per lei un dialogo ipnotico?

Non ho mai frequentato scuole zen , non ho mai pensato al disegno come ad un viatico mistico che mi collegasse ad altre ” Visioni ” che non fossero quelle relative al mio “sentire” al mio “guardare” dentro alla superficie di un pioppo o alla trasparenza della grafite. E’ nella sublimazione della materia che trovo il mio “zen” . Tutta la grande pittura, la grande poesia è molto più semplice di quanto si pensi . L’impresa difficile è la “trasformazione”, la  ” sublimazione ” delle parole, dei segni  e il “tempo” a cui dobbiamo appartenere senza risparmio di energie.

La presenza nei suoi lavori è spesso donna.  Ritratti, immagini a mezzo busto, con un rosso inaspettato a segnare i muscoli, una goccia di sangue, una consonante in maiuscola. Nero, seppia, rosso: quasi colori da santuario laico. Cosa si cerca in queste immagini, cosa si fissa e cosa si trasmuta in un volto?

Il Volto, l’anatomia, la fisiognomica del femminile è un pretesto per raggiungere altri significati o simbologie. Il mio lavoro si muove dalle origini su conoscenze alchemiche. Essendo l’alchimia indissolubilmente legata al concetto di trasformazione e rigenerazione della materia per scoprire la formula assoluta che trasformi la vile materia in oro ho pensato di partire dalla nascita , dall’utero quale vaso alchemico della trasformazione. Quindi il femminile a cui il maschile anela quale congiunzione e “rivelazione” dell’energia originaria . Nella “congiunzione ” si rigenera la vita. E’ nell’unione del bianco del pioppo ” femminile” e il nero della grafite ” maschile ” che si invera il mio lavoro. Spesso questi volti, queste anatomie vengono attraversate da tagli o ferite che apparentemente non mutano l’espressione insofferente del soggetto. E’ una condizione legata alla contemporaneità del nostro vivere quotidiano che ci mostra la bellezza più rivelata e il dolore più insopportabile sugli stessi monitor nello stesso istante. Anche nei Siamesi con contenuti diversi si assiste ad un rispecchiamento del “SE” dentro e davanti a”Se”.

Mi ha colpito la sua rivisitazione del Correggio. In principio ho pensato ad un omaggio all’artista nato in fondo a pochi chilometri di distanza dalla sua Montecchio. Poi la rivisitazione è diventata un incrocio, lo spazio dei disegni dell’Allegri è stato occupato e riportato alla visione del duplice che le appartiene. Dialogare con i classici quindi è ancora un postulato possibile?

Il mio Correggio vola ancora tra le nuvole dipinte per gli amori di Giove e il campo di atletica di quel paese così vicino al mio. L’Allegri non ha mai viaggiato tanto in vita sua , io a differenza di lui viaggio e porto anche il suo segno nel mondo. Ambasciatore di bellezze mitiche e carnali si rifugiava tra le nebbie del Po dove la differenza tra realtà e sogno si annullano come quando da bambino mio padre mi portava in Lambretta a vedere il grande fiume. Il rispecchiamento del suo Ganimede è il riflesso della mia nostalgia per la pittura del passato senza per questo rimanerne “ostaggio” ma bensì rilanciando senza fine i dadi di una partita ancora non chiusa.

Quello che lui a noi dona, è una mistura che incanta facendone quasi una magia, trasforma l’aria nei suoi grigi, nelle sue donne, in quelle vene esposte, quei fiori quasi ricamati dal vento e quei volti così intensi fermi in una parola che non vogliono dire.
Sono da sempre innamorata delle sue opere, ho usato spesso come avatar qualcosa che appartenesse a lui, proprio per questo sentirmi in quello che lui con arte disegnava.

questo siamese arrangiare ombrerosse d’ossa
nella cerniera di tempo che il corpo/vena ansima
sdrucciola fuori da un labbro di cranio d’attesa
si racconta piano come un passo intagliato all’aria_aperta

da santificare in un ciglio/giglio porporato, che s’arrocca
in riccioli di fiamma la pelle affamata di vento
raccolgo dal sangue un ala, il taglio alle costole muta forma
in questo bisogno che boccheggia come un bacio
e artiglio di mani in un chinato che si avvolge come una voce
lungo vertebre disinibite

Biografia:

Nato nel 1954 a Montecchio Emilia, dove vive e lavora, Omar Galliani si è diplomato all’Accademia di belle Arti di Bologna e insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Ha partecipato a tre edizioni della Biennale di Venezia, 1982/84/86 . Nell’82 è stato invitato alle biennali di San Paolo del Brasile, Parigi e Tokio. Ha esposto nei Musei d’Arte Moderna di Tokyo, Kyoto, Nagasaki, Hiroshima, alla Hayward Gallery di Londra, a due edizioni della Quadriennale di Roma, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, in quelle di Francoforte e Berlino. Negli anni Novanta viene invitato ad espoprre alla Camera dei Deputati, allo Scottsdale Center for the Arts dell’Arizona, alla Marian Locks di Philadelphia (U.S.A.). Presenta Feminine Countenances alla New York University (U.S.A.) e nel 2000 Aurea al Museum of the Central Academy of Fine Arts di Pechino(Cina) Espone nel Palazzo delle Stelline a Milano, alla Galleria Civica di Modena, al Museo d’Arte Moderna di Budapest (Ungheria), al Palacio Foz di Lisbona (Portogallo), al PAC di Milano. Nel 2003 viene invitato alla Biennale di Praga (Rep. Ceca) e alla prima edizione di quella di Pechino, dove ha vinto il primo premio. Nel 2005, all’Archivio di Stato di Torino, presenta il Grande Disegno Italiano. A Palazzo Magnani di Reggio Emilia espone Nuove Anatomie. Sempre nel 2005 il Museo d’Arte Contemporanea di Guadalajara (Messico), inaugura Nuovi Fiori Nuovi Santi e lo Spazio Mazzotta di Milano presenta con Giorgio Soavi, La figlia era Nuda. Dal 2006 al 2008 la mostra Disegno Italiano viene ospitata nei principali Musei d’Arte Conemporanea in Cina tra cui Pechino, Shangai, Xian, Nanchino, Jinan, Chengdu, Dalian, Hangzhou, Ningbo, Tientsin e alla Galleria Schoeni di Hong Kong. Sempre nel 2006 l’Università e il Museo di Caracas (Venezuela)ospita Disegnarsi e nell’Aprile 2007 viene esposta al Museo Hassan di Rabat (Marocco). Il Grande Disegno Italiano viene presentata alla Permanente di Milano nella mostra La Bellezza e successivamente a Verona al Palazzo della Ragione, per Il Settimo Splendore. Nel 2007 si inaugura la mostra Tra Oriente e Occidente, Omar Galliani e il Grande Disegno Italiano in Cina alla Fondazione Querini Stampalia, negli Eventi Collaterali della 52° Biennale di Venezia. L’evento ha visto la presenza dell’Associazione degli Artisti Cinesi e la collaborazione dei musei di Shangai, Ningbo, Dalian, Xian, Hangzou, Jinan, Chengdu e Wuhan dove ha esposto durante l’Omar Galliani China Tour. Nel 2008 la Galleria Nazionale degli Uffizi di Firenze espone es acquisisce l’opera Notturno. Nel 2009 la galleria K35 di Mosca inaugura una sua personale e la Fondazione Michetti di Francavilla al Mare gli dedica una retrospettiva. Sempre nel 2009 la galleria Shangheie di Shangai (Cina) inaugura Lontano da Xian. Nello stesso anno, a Vienna(Austria) l’Istituto Italiano di Cultura ospita Nel Segno del Correggio. A Lucca a Villa Bottini e nel Museo Archeologico di Palazzo Guinigi presenta Dalle Stanze dei Miei Disegni e a Venezia Dètournement nell’antico Ospizio di San Lorenzo (evento collaterale della 53a Biennale di Venezia) Sempre a Venezia presenta Santa Apollonia, Omar Galliani e qualche dente di Andy Warhol, ospitata nel Museo Diocesano. Nel 2010, l’Istituto Italiano di Cultura di Bogotà (Colombia) inaugura 21debuios para una noche en bogotà e nello stesso anno, il Museo Borges di Buenos Aires (Argentina) ospita la mostra intitolata Nocturno riproposta al Museo d’Arte Contemporanea di San Juan e in quello di Rosario (Argentina). Il teatro India di Roma presenta Il disegno è in scena. Al Museo Lu.c.c.a viene presentata l’opera site-specific Le pareti Di-Segno. Il 2011 parte dalla Cina con le mostre Diario Cinese esposte al Centro Culturale del Quartiere Italiano di Tianjin e all’Istituto di Cultura di Pechino. Al Museo d’Arte Moderna di Lagos, Nigeria inaugura Crosscurrents, Italia-Nigeria. Nel 2011 il Museo Diocesano di Padova espone Dal codice degli angeli.


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