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Omeopatia, lo strumento ideale per costruire una farmacia di relazione

Creato il 21 ottobre 2019 da Informasalus @informasalus

omeopatia

Una recente indagine Doxapharma rivela l'affermarsi di un nuovo modello di farmacia orientato al paziente e alla creazione di un rapporto con questo. In questa “farmacia di relazione” l'omeopatia rappresenta lo strumento ideale per la costruzione di un legame rinnovato e più solido con il paziente. È quanto emerso nell'ambito del convegno “Farmacista Più 2019 - Il valore della relazione con il paziente e il ruolo del medicinale omeopatico”.

“L’omeopatia è relazione. Lo è nel percepito dai pazienti, dai medici e dai farmacisti, che riconoscono come offra un modo diverso di considerare la malattia e l’individuo, mettendolo al centro - ha affermato Silvia Nencioni, presidente e AD di Boiron Italia - Abbiamo ascoltato oggi quanto i farmacisti sentano la necessità di acquisire competenze scientifiche e di relazione. E, per quanto ci riguarda, la relazione farmacista-paziente non può prescindere da un consiglio competente al banco, dal momento che gli omeopatici sono medicinali, riconosciuti tali dalla legge italiana da oltre vent’anni”.

Sulla relazione tra farmacista e paziente/cliente è intervenuto anche il Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, Presidente della fondazione Cannavò. “La nuova mission del farmacista è appunto la creazione di una relazione con l’utente e l’omeopatia può rappresentare un presupposto affinché ciò accada”. “L’omeopatia per sua modalità di esprimersi – prosegue - è l’esatto opposto della logica entro pago compro e vado via. Il rapporto che il paziente ha con il medico omeopata e poi con il farmacista esperto in omeopatia raccontano un rapporto diverso dal mordi e fuggi e anzi rafforzano il dialogo”.

I numeri dimostrano quanto l’omeopatia interessi i pazienti. Sono 9 milioni infatti gli italiani che la utilizzano e 20.000 medici che prescrivono i medicinali omeopatici almeno una volta l’anno. “L’omeopatia – ha evidenziato Roberto Tobia, segretario generale di Federfarma - non è da considerarsi medicina alternativa ma medicina a tutti gli effetti; dovrebbe accedere alle Università per dare modo agli studenti di potersi formare su quelli che sono farmaci a tutti gli effetti”.


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