Omicidio ragazzo italiano nel Kent

Creato il 24 ottobre 2013 da Retrò Online Magazine @retr_online

Photo credit: Jim Linwood / Flickr / CC BY 2.0.

Sembra surreale la notizia di cronaca di un omicidio di un ragazzo italiano nel Kent, morto a causa di una aggressione. La vicenda, a prima vista, ricorda in maniera vivida molti dei discorsi, e dei fatti, che ogni giorno si sentono in Italia sugli immigrati che rubano il lavoro agli italiani e sul destino che questi immigrati debbano incontrare. Purtroppo però a essere parte in causa questa volta è un ragazzo italiano di diciannove anni, Joele Leotta, e il suo amico che, come lui, viveva e lavorava in Inghilterra. I due provenivano da Nebbiolo, una cittadina in provincia di Lecco, e si erano trasferiti con un amico nel Kent, a Madison, per migliorare l’inglese. Pe mantenersi avevano trovato lavoro in un ristorante. La sera del 20 ottobre scorso, però, Leotta e l’amico sono stati aggrediti da un gruppo di ragazzi del posto tra i venti e i ventotto anni, con una serie letale di calci, pugni e manganellate. Nonostante il ricovero immediato dei due ragazzi all’ospedale King’s College, a Londra, Joele è morto quasi immediatamente mentre il suo amico è rimasto gravemente ferito ed è ora in condizione stabile. Per ora sono nove le persone indagate per l’aggressione, di cui una sembra essere un uomo di quarantacinque anni rilasciato però su cauzione: avrebbero iniziato a importunare i due italiani già nel ristorante in cui lavoravano, per poi seguirli nell’appartamento e aggredirli perché “rubano il lavoro a noi inglesi”. È proprio la giustificazione del gesto a dover fare aprire gli occhi a noi italiani che purtroppo ci troviamo, in questo caso, a essere dalla parte di chi è accusato di andare in un altro Paese, di chi è stigmatizzato come straniero, come colui che ruba le opportunità di vita ai cittadini locali. Dovrebbe farci aprire gli occhi: un gesto così orrendo non può colpirci solo perché la vittima è un italiano ma perché la vittima è un ragazzo, è una persona che stava cercando una possibilità di vita in un Paese diverso dal suo, e che è stato punito dall’ignoranza e dal razzismo.


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