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Once upon a time in Hollywood – Quentin Tarantino, 2019

Creato il 16 dicembre 2019 da Paolo_ottomano @cinemastino
Once upon a time in Hollywood – Quentin Tarantino, 2019

Anno dopo anno, quando trapela la notizia dell'uscita di un nuovo film di Quentin Tarantino, le aspettative diventano sempre più alte. È comprensibile, è giusto, soprattutto perché il regista non è più quell' enfant prodige che ha esordito con Le Iene, ha confermato il suo talento con Pulp Fiction, ha dimostrato di saper far incontrare noir e blaxploitation con Jackie Brown, è entrato definitivamente nel sistema hollywoodiano con Kill Bill, ha continuato a giocare con storia, storie (di cinema) e generi in Bastardi senza gloria, Django, The Hateful Eight.

Quentin Tarantino, adesso, è un signore di mezza età che continua a ostentare le sue passioni narrative e visive, solo ancora più in grande. Fino a rendere la trama un accessorio dei suoi film, dopo averla sempre trattata a modo suo, rendendo la non linearità temporale appannaggio di molti (addetti ai lavori e non), quasi un cliché.

C'era una volta a Hollywood è proprio questo: una nuova enciclopedia di tutto quello che a Tarantino piace guardare, prendere in giro o glorificare. A differenza di quello che succede negli altri film, però, in questo caso il metacinema non emerge solo nei discorsi dei personaggi, nelle citazioni più o meno evidenti: è proprio alla base della storia.

La (sottile) linea della trama, infatti, racconta le peripezie professionali, gli umori e soprattutto i malumori di Rick Dalton (Leonardo di Caprio) e Cliff Booth (Brad Pitt), rispettivamente star del piccolo (e presto del grande) schermo e stuntman. Aggiungere altro sarebbe superfluo, perché non è importante.

Quello che conta è immergersi nel ricordo immaginario che Tarantino ci offre dei suoi anni '60-70 (il film è ambientato nel 1969), annegando nell'esuberanza visiva forse un po' kitsch; compatire una star e i suoi capricci, le sue insicurezze; ammirare (anche doppiati, in via eccezionale) Leonardo di Caprio e Brad Pitt, ritrovare qualche chicca per appassionati dell'autocitazionismo del regista.

Tutto molto divertente, per chi conosce il regista e il suo mondo, o per chi ha vissuto quegli anni e si compiace di ritrovarseli sullo schermo. Ma chi non abbia avuto tra i quindici e i trent'anni negli anni '60 farà forse fatica ad arrivare, fresco come una rosa, alla fine.


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