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Opium crudum contro torpore, passività, depressione

Creato il 17 maggio 2019 da Informasalus @informasalus
CATEGORIE: Omeopatia - Casi Clinici
depressione

È questo il caso di un Paziente di 37 anni, visitato alcuni anni fa in una condizione psichica notevolmente compromessa, sfociante verso una depressione. Il Paziente soffre di diabete giovanile dall’età di 13 anni, pesa 99 Kg ed è di media statura. Mi racconta di sgradevoli e traumatici episodi del passato che dice di non aver mai superato. Ha acquistato e perduto peso molte volte in vita sua e più recentemente, dopo un violento litigio con il padre che mi ha sempre picchiato, sin da piccolo, se n’è andato di casa, ha anche esagerato con l’alcool e dice di essere aumentato di 15 Kg in tre mesi. Fuma dalle 20 alle 40 sigarette al giorno.

Mi racconta: Dottore, è come se mi fossi perso… Ero un atleta, pieno di iniziative, di interessi… le donne… ora non più. Da 8-10 anni soffro d’insonnia, mi vengono i pensieri… sesso… Sento come se i muscoli si stessero atrofizzando. Ho difficoltà a leggere un libro, mi addormento… mi annoio… Sono arrabbiato per ingiustizie, il litigio con mio padre… sono uno che spacca gli oggetti se si arrabbia, ora non faccio più nemmeno quello. Mangio, anche se non posso, mangio anche di notte. Soffro il caldo.

Osservando il Paziente e poi visitandolo si evidenziano: confusione, torpore, rallentamento, ipotono dei tessuti, addome disteso e completamente atonico. È una condizione di deterioramento fisico e psichico che mi preoccupa. Penso a Nux vomica per il livello di tossici e per l’eccesso di cibo del Paziente, ma il rimedio si addice più a soggetti che sono ipertonici, cioè proprio l’opposto del mio Paziente; penso ad Aurum metallicum, di cui intravedo le caratteristiche, ma poi lo osservo, vedo il suo sguardo confuso, smarrito e decido di prescrivere: OPIUM CRUDUM 200K

SECONDA VISITA – DUE MESI DOPO

Dottore, si è sbloccata una situazione di stasi. All’inizio è stato molto forte… ho ancora una certa nausea per il fumo, non vado oltre le 10-15. Ho ricominciato a dormire, è scomparso quel senso continuo di fame. In effetti il Paziente è più vivace, più presente, ma è anche meno esteso in volume. Poi scopro che il peso è proprio lo stesso della volta precedente, allora probabilmente ha riacquistato tono e concentrato un po’ il suo corpo, che stava espandendosi passivamente sino quasi a diventare informe.

Continua il Paziente:

Dopo 2-3 giorni ho avuto un’angoscia fortissima, durata giorni interi, vedevo tutto negativo, pensavo sempre al suicidio.

Poi si riprende, fa un’espressione più decisa e mi dice: Ho subito passivamente la volontà altrui, è una cosa antica. In quei giorni ero schiacciato, deluso, avevo rabbia… ma ora non transigo… ora ogni giorno è d’oro! Voglio uscire fuori dall’incapacità… voglio essere allegro, gioviale… ho perso tutti gli amici. (…) Spesso sono angosciato… A volte, di fronte alle persone mi viene da pensare: “O mi suicido o lo uccido!”.

Evidentemente il Paziente non è certo guarito; dopo la visita, di cui trascrivo solo una parte, prescrivo Aurum metallicum.

L’azione di Opium è stata preziosa, potrei definirla una ventata di energia, un risveglio del corpo e delle emozioni, in particolare quelle a lungo represse. Un aiuto insostituibile in casi in cui l’inerzia ha preso il sopravvento su tutto il resto.



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