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Da Foscasensi @foscasensi

È qui. Un senso appena più sottile della vista può rintracciarne l'assoluta presenza nei campi e nelle case che svaniscono nell'aria della macchina. Ed è anche i campi e le case e la voce delle argille nei metri più bui della terra.
È la lama dell'orizzonte che arriva, io guido e mi investe. Per lui infatti arriva tutto e tutto è dal mare, anche le creature dilavate dalle acque che ora fanno la farina dei travertini o dei calcari più puri, o i corpuscoli che premono senza numero nelle profondità, come visceri e allo stesso modo colmi, e caldi. Così i mostri e le bestie che talvolta trovano la morte asciugate dal sole e dall'aria troppo alta.
E io sono una cosa finta, questo lo comprendo schiacciando il pedale e controllando allo specchietto il colore delle gengive o la peluria delle guance.
Sono una cosa finta. Appena dietro la mia epidermide, si apre la valle dei morti dove essi mai dormono e mai aspettano. A ogni ferza d'aria, a ogni silenzio un occhio si dilata, una legione muove a tempesta. Forse sono la scimmia di migliaia di morti.


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