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Oriana fallaci – insciallah

Creato il 31 marzo 2016 da Speradisole

ORIANA FALLACI – INSCIALLAHCapitolo primo

La notte i cani randagi invadevano la città. Centinaia e centinaia di cani che approfittando dell'altrui paura si rovesciavano nelle strade deserte, nelle piazze vuote, nei vicoli disabitati, e da dove venissero non si capiva perché di giorno non si mostravano mai. Forse di giorno si nascondevano tra le macerie, dentro le cantine delle case distrutte, nelle fogne coi topi, forse non esistevano perché non erano cani, bensì fantasmi di cani che si materializzavano col buio per imitare gli uomini da cui erano stati uccisi. Come gli uomini si dividevano in bande arse dall'odio, come gli uomini volevano esclusivamente sbranarsi e il monotono rito si svolgeva sempre con lo stesso pretesto: la conquista di un marciapiede reso prezioso dai rifiuti di cibo e dal marciume. Avanzavano lenti, in pattuglie guidate da un capopattuglia che era il cane più feroce e più grosso e all'inizio non li notavi perché procedevano zitti. La strategia dei soldati che strisciano in guardingo silenzio per piombare sul nemico e scannarlo.[...]

Niente rivela l'Uomo quanto la guerra. Niente ne esaspera con uguale forza la bellezza e la bruttezza, l'intelligenza e la stoltezza, la bestialità e l'umanità, il coraggio e la vigliaccheria. Enigma.

Sembra quasi incredibile che un'opera simile sia apparsa nel cinico crepuscolo del Duemila. Se continueremo ad esistere, se la vita vincerà questo libro sarà ancora letto nel crepuscolo del prossimo millennio. E mille anni dopo.


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