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Orizzonti di ghiaccio. Dal Tibet all'Everest di Reinhold Messner

Creato il 20 luglio 2017 da Ivanalessia
“Ciò che ricordo della mia ascensione in solitaria non è l’euforia, ma la sensazione di piccolezza di fronte all’immensità della natura”
Orizzonti di ghiaccio. Dal Tibet all'Everest di Reinhold Messner“Orizzonti di ghiaccio” è il resoconto della prima ascensione in solitaria e senza ossigeno sull’Everest, del famoso alpinista e scrittore Reinhold Messner nel 1980.
Il romanzo è stato pubblicato negli anni ottanta con la De Agostini e ristampato per la serie “Storie di montagna” del Corriere della sera e La Gazzetta dello Sport.
Nel 1978, Reinhold Messner e Peter Habeler raggiungono la cima dell’Everest per la prima volta senza ossigeno. Un primato importante ma per lo scrittore altoatesino non è abbastanza, infatti nel 1980 tenta un nuovo traguardo con la prima ascensione in solitaria e senza ossigeno.
L’impresa è rischiosa e incerta ma nonostante le difficoltà decide di scalare la montagna dal Nord, dal Tibet, senza aiuti e nel momento peggiore: la stagione monsonica (periodo in cui possono verificarsi inondazioni).
Lo accompagna nell’impresa solo la fotografa canadese Nena Holguin, la sua compagna.
Nei primi capitoli ci racconta la preparazione al viaggio con tutti gli imprevisti burocratici da risolvere, l’incontro con Nena (presente nel romanzo attraverso dei brani del suo diario) e le storie dei primi alpinisti che hanno tentato la scalata: i mitici George Mallory e Andrew Irvine e soprattutto di Maurice Wilson, un alpinista improvvisato ma tenace che nonostante la sua forza di volontà morirà come i primi due nel tentativo di arrivare in cima.
Ma la parte dell’ascensione è quella che mi ha emozionata e coinvolta di più.
Attraverso le sue parole mi ha trasmesso i suoi stati d’animo - di angoscia e speranza - e mentre lo leggevo mi sembrava di essere con lui in mezzo alla neve.
Ho apprezzato molto il suo modo di scrivere: semplice, chiaro e immediato.
In generale i diari di viaggio mi affascinano perché attraverso la loro lettura posso conoscere luoghi e costumi molto lontani dalla mia vita attuale, ma questo libro di Messner non è un semplice resoconto di viaggi, ma un insieme di pensieri sull’alpinismo e sulla voglia di combattere le proprie paure per vivere.
In conclusione “Orizzonti di ghiaccio” è un libro che consiglio agli amanti della montagna e dei viaggi. E anche a quelli che come me viaggiano solo attraverso la lettura.
"Voglio avere la sensazione di essere più forte della mia paura, per quanto continuo a mettermi in situazioni nelle quali la posso incontrare, per avere la possibilità di superarla. Ma mentre tento di sciogliere il mio isolamento attraverso le esperienze in situazioni limite e mentre cerco di diventare padrone delle mie paure, io vivo. Vivo con un'intensità che altrimenti non saprei trovare da nessun'altra parte. E così ogni discesa dalla montagna per me non è tanto un ritorno alla vita, quanto un commiato da un pezzetto di vita vissuta, una piccola morte."
Titolo: Orizzonti di ghiaccio. Dal Tibet all'Everest
Editore: Edizione speciale del Corriere della sera e La Gazzetta dello Sport in collaborazione con il Club Alpino Italiano
Collana: Storie di Montagna
Data di Pubblicazione: Luglio 2017
ISBN: 9771825063167
Pagine: 240
Prezzo: €. 7,90
L’autore
Orizzonti di ghiaccio. Dal Tibet all'Everest di Reinhold MessnerReinhold Messner, alpinista italiano (n. Bressanone 1944). Oltre che a importanti scalate alpine, il
nome di M. è legato alle grandi imprese realizzate nel massiccio himalaiano e nel Karakorum (M. è stato il primo uomo che abbia scalato tutti i 14 "ottomila" della Terra): nel 1970 traversata del massiccio di Nanga Parbat (8126 m); nel 1972 la vetta di Manaslu (8125 m) lungo l'inesplorata parete S; nel 1975 il Gasherbrum I (8068 m); nel 1978 la vetta dell'Everest (8846 m), primo uomo a raggiungerla senza l'ausilio dell'ossigeno; nel 1979 il K2 (8617 m); nel 1981 il Shisha Pangma (8018 m); nel 1982 il Kanchenjunga (8585 m), il Gasherbrum II (8035 m) e il Broad Peak (8047 m); nel 1983 il Cho Oyu (8189 m); nel 1985 l'Annapurna (8078 m) e il Dhaulagiri (8222); nel 1986 il Makalu (8470 m) e infine il Lhotse (8516 m). Tra le sue diverse imprese si ricordano: la traversata a piedi dell'Antartide, passando per il Polo Sud senza mezzi meccanici o animali (1990) e quella, sempre a piedi, del deserto di Gobi (2004). È stato eletto parlamentare europeo nelle liste dei Verdi (1999-2004). Autore di molti libri di alpinismo, tra i quali si segnalano: La montagna nuda (2003), Nanga Parbat la montagna del destino (2008); entrambi pubblicati nel 2011, Parete ovest e Spostare le montagne. Come si affrontano le sfide superando i propri limiti; La libertà di andare dove voglio (2013); La vita secondo me (2014), pubblicato nella ricorrenza del settantesimo anniversario dalla nascita; Cervino (2015); Montagne. La quarta dimensione (con S. Dech e N. Sparwasser, 2016).
http://www.treccani.it/enciclopedia/reinhold-messner/

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