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Ortigia, l’ “Isola” delle culture

Da Solobuono

Già, avete letto bene: Ortigia è un’isola. Isola e nucleo più antico della città siciliana di Siracusa, collegata alla terraferma da vari ponti, che la rendono facilmente raggiungibile dalla città nuova. Le più remote origini della città fanno risalire i primi insediamenti addirittura all’età del Bronzo. Per arrivarci bisogna percorrere il lato orientale della Sicilia, scendendo giù, verso Sud, fino ad arrivare al punto più basso di quella che un tempo si definiva Trinacria.

Appena oltrepassati i ponti, e lasciatisi alle spalle Siracusa, si notano subito le prime meraviglie. Sono i resti del tempio di Apollo, sui quali guarda caso si è insediata una delle piazze principali dell’isola, che oggi ospita un variopinto mercato.

Le  arti, le epoche, le usanze, le religioni qui si sovrappongono senza schiacciarsi, ma convivendo, e non è questo l’unico caso. Basti pensare al quartiere ebraico della Giudecca, fulcro antichissimo, tra i più antichi di tutta l’isola, che ospita, tra le altre cose, uno dei più importanti teatri dei pupi al mondo.

Ma la massima espressione della pluralità, della convivenza, e di tutti i secoli di storia che hanno attraversato la città, si hanno quando ci si trova al cospetto del Duomo della città. Si accede alla piazza tramite le viuzze strette e piene di negozi. Qui, nelle giornate di sole, si rimane letteralmente abbagliati dalla luce che rilascia sia l’esposizione della piazza, sia la pietra chiara di cui sono fatti gli edifici, e soprattutto la chiesa, votata a Maria Santissima. Aduno sguardo distratto, venendo dalle vie laterali, si fa fatica a riconoscere la chiesa come tale, poiché  si vedono colonne doriche. In realtà, molti secoli prima del Duomo, in quello steso spazio c’era un tempio dedicato ad Atena. E quel tempo persiste, là, convive, con la chiesa cristiana, esempio di un riuscitissimo barocco che ha tutte le caratteristiche dell’architettura della zona.

Non si ha nemmeno il tempo di godersi anche solo la facciata del Duomo, che basta girare a destra lo sguardo, e ci si trova di fronte a un’altra meraviglia da non perdere. All’interno della bellissima chiesa di Santa Lucia alla Badia (parliamo, nella fattispecie, della santa Patrona della città), è possibile ammirare uno dei più bei dipinti di Caravaggio, intitolato “Il seppellimento di Santa Lucia”.

Ormai frastornati da tanta bellezza e tante meraviglie, quasi a cercare riposo dalle tante emozioni, si tende a seguire il dolce pendio che l’isola ha verso il mare, e c si rende conto che le meraviglie non sono finite. Ci si trova, infatti, davanti a una terrazza che dà sul mare, sul porto e su tutta la bella costa dell’isolotto,ma soprattutto affaccia sulla fonte Aretusa, altro nucleo arcaico il cui nome anticamente era il medesimo proprio della città di Siracusa.

Ortigia, l’ “Isola” delle culture

Ortigia, il Duomo

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