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Ospedale di Luino, il cuore dei volontari per far sorridere e dare supporto ai pazienti

Creato il 06 dicembre 2019 da Stivalepensante @StivalePensante

Sono passati alcuni mesi da quando, quest'estate, l'associazione di Volontari Ospedalieri (Avo) aveva espresso l'intenzione di portare anche a Luino un servizio di fondamentale importanza nell'ambito della degenza ospedaliera, già rivelatosi prezioso ed efficace per i nosocomi di Varese e Cittiglio e per diverse altre strutture sanitarie presenti sul territorio.

L'idea era quella di portare anche in via Forlanini un gruppo di ascolto e supporto, composto da persone di buon cuore disposte ad investire parte del proprio tempo libero per migliorare la quotidianità di chi si trova a vivere situazioni non facili, spesso lontano dalla famiglia e dagli affetti.

Ieri mattina, dopo gli appelli rivolti alla comunità, e rilanciati diverse volte anche attraverso le nostre pagine, l'obiettivo è stato raggiunto, e da alcune settimane cinque nuovi volontari - di età compresa tra i 18 e i 40 anni - hanno iniziato ad operare come figure di riferimento e di sostegno per i ventiquattro pazienti della medicina di Luino.

Il team di volontari ha raggiunto l'operatività dopo un corso di formazione che si è svolto nel mese di settembre, con una full immersion tra le dinamiche di lavoro e orientamento nel reparto, ma anche per comprendere come intercettare le esigenze dei pazienti e porsi nei loro confronti in qualità di veri e propri amici, costantemente presenti per alcune ore al giorno dietro le spalle dei medici e degli infermieri.

" Questo progetto era particolarmente desiderato dal personale dell'ospedale luinese - spiega la responsabile Avo Cristina Birago - e con fatica ma anche con tanto entusiasmo ce l'abbiamo fatta. La risposta dei pazienti è stata da subito fantastica, alla vista di facce nuove, giovanili e sorridenti, di persone che per due ore al giorno riescono a trasportarli in un altro mondo".

Monica, Marco, Valerio, Paola, tutte persone del territorio, con famiglia, lavoro e tanti impegni, ai quali si somma ora anche il desiderio di ritagliarsi uno spazio per questa importante opera di bene.

A loro si aggiunge poi la diciottenne Ilaria, la più giovane del gruppo, studentessa del Liceo Scientifico "Vittorio Sereni", iscritta all'ultimo anno. "Una ragazza deliziosa e solare", aggiunge ancora la responsabile, prima di sottolineare, in conclusione, l'aspetto che più di tutti rende speciale, e in un certo senso unico, il team Avo di Luino: "Questo è un piccolo ospedale, di dimensioni ridotte rispetto agli altri in cui operiamo già da tempo. Un contesto che consente a pazienti e volontari di conoscersi in modo approfondito, di sviluppare i rapporti nel migliore dei modi, tra fiducia e serenità ".

Presente ieri mattina anche il dottor Ivan Mazzoleni, direttore socio-sanitario dell'ASST, soddisfatto per il progetto: "Questa iniziativa dimostra ancora una volta quanto i presidi di Luino e Cittiglio siano importanti allo stesso modo di Varese e come l'azienda ponga attenzione a tutte le strutture. Proprio per questo, cercheremo di organizzare incontri con le numerose associazioni di Luino, con l'obiettivo di coordinare un progetto che possa far star meglio il paziente in ogni suo passo durante le cure". Insieme al direttore, anche la responsabile dei presidi di Tradate, Angera, Cittiglio e Luino, la dottoressa Brunella Mazzei, che, arrivata per la prima volta in visita al nosocomio lacustre, ha giudicato positivo il lavoro svolto dal personale sanitario e dai volontari.

"Curare il paziente oltre la medicina ed una diagnosi giusta - commenta il primario di Medicina Generale di Luino, il dottor Francesco Dentali, uno dei promotori del progetto -, è una cosa a cui credo tantissimo. L'assistenza psicologica e l'accoglienza sono elementi importantissimi. Farlo avendo l'appoggio del territorio, e soprattutto delle associazioni di volontariato, con le quali stiamo cercando di collaborare ci aiuta a progettare il prossimo futuro. Grazie al passaparola, alla condivisione online e a LuinoNotizie, abbiamo dato il via all'iniziativa con questi volontari, un primo passo verso un servizio che sarà utilissimo. Tutti i pazienti avranno compagnia e quelli autosufficienti potranno stare insieme ai volontari nella saletta ricreativa, ma non vogliamo fermarci qui. L'idea sarà quella di allargare il servizio anche a tutti i pazienti dell'Ospedale, nei reparti di chirurgia, ortopedia e anche in Pronto Soccorso".

"La mia è stata una scelta per provare a creare rapporti veri e diretti, che ormai troppo spesso sono basati sui social - commenta la 18enne liceale Ilaria Notari -. Penso sia un' esperienza durante la quale si può ricevere tanto ed imparare tante cose, al di là delle straordinarie storie che i pazienti raccontano, vissuti importanti che permettono di capire quali siano i veri valori fondamentali nella vita. È un insegnamento che dà la possibilità di mettersi a confronto con persone che sono in difficoltà. Ogni testa è un piccolo mondo, come si suol dire, e ogni approccio è diverso. Il corso Avo che abbiamo fatto è stato di grande aiuto, ma una volta catapultati in questo ambiente bisogna trovare un escamotage per riuscire superare il muro che molte persone spesso alzano. Una volta abbattuto il muro, però, si scoprono tantissime cose belle e si torna a casa pieni di emozioni ".

Insomma, oltre le cure mediche, si tratta di un' iniziativa fondamentale per sostenere psicologicamente i pazienti, anche solo con un sorriso e un gesto, in aggiunta alla riabilitazione medica. Un grandissimo contributo per la convalescenza ed un sostegno morale di grande rilevanza, che in futuro potrebbe anche portare i volontari a seguire i pazienti nelle loro abitazioni per un breve periodo di sostegno anche dopo le dimissioni dall'Ospedale.


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