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Ospedale Sacco di Milano: l'Omeopatia a supporto delle pazienti con tumore al seno

Creato il 01 agosto 2018 da Informasalus @informasalus

omeopatia

La medicina omeopatica viene già da tempo utilizzata con successo in varie strutture ospedaliere del nostro Paese. Tra queste vi è l'ospedale universitario “Luigi Sacco” di Milano dove cinque anni fa presso il reparto di Chirurgia senologica è stato aperto un Ambulatorio di terapie omeopatiche a supporto dei trattamenti oncologici. L'obiettivo? Offrire a tutte le pazienti che lo desiderino affette da un tumore al seno l'impiego di medicinali omeopatici per trattare gli effetti collaterali legati a tutti i tipi di terapia oncologica.

“Spesso – spiega Alessandra Sartani, chirurgo senologo e responsabile dell'Ambulatorio - abbiamo pazienti con effetti collaterali come le fastidiose vampate che non hanno un rimedio allopatico oppure dolori articolari per il cui trattamento sono le stesse pazienti a rifiutare farmaci convenzionali perché, già sottoposte alle terapie oncologiche”.

“Cresce in loro – continua Sartani - l'idea della tossicità dei farmaci e non vogliono assumerne altri. Con l'omeopatia, invece, hanno la sensazione di ricevere un rimedio efficace che però allo stesso tempo non aggiunge tossicità”.

“Abbiamo avuto risultati positivi nella maggior parte degli effetti collaterali, con risultati addirittura eccezionali nel caso delle radiodermiti, e le pazienti sono molto soddisfatte”, sottolinea la specialista.

I rimedi maggiormente usati sono in caso di vampate di calore la Belladonna, il Lachesis mutus e la Sepia officinalis. Per quanto riguarda i dolori articolari si ottengono ottimi risultati con l'Arnica Montana, la Ruta graveolens e il Rhus toxicodendron. Per la chemioterapia l'Ambulatorio utilizza molto la Nux vomica per il vomito oppure l'Arsenicum album e il Phosphorus nella fatigue mentre per il trattamento o la prevenzione delle radiodermiti viene ustato soprattutto il Radium bromatum.
Per quanto riguarda l'Arnica (di cui si è ipotizzato un meccanismo d'azione di tipo sia anticoagulante sia antinfiammatorio) è stato condotto uno studio (1) in cui questo rimedio è stato utilizzato nel trattamento postoperatorio di pazienti sottoposte a chirurgia mammaria per valutare se si riduceva la quantità di sangue nei drenaggi. Sebbene abbia riguardato una piccola popolazione, lo studio ha dato risultati confortanti: si è visto che quando le pazienti assumono Arnica (sotto forma di impacchi sull'area dell'ematoma) tendono ad avere meno materiale sieroso nei drenaggi.

“Per come cresciamo noi medici - ammette Sartani - accettare che l'omeopatia funzioni è difficilissimo. Però siamo innanzitutto clinici e alla fine ciò che conta è il risultato che otteniamo. Personalmente ho dovuto in effetti convincermi che questo approccio funzionava davvero. L'omeopatia ha un'impostazione completamente diversa rispetto agli insegnamenti accademici, cambia il modo di guardare al paziente. Però una volta che la si si accetta e la si capisce è estremamente arricchente per il medico. Credo che molti colleghi si stiano avvicinando all'omeopatia perché, alla fine, un articolo scientifico è convincente ma conta molto anche l'esperienza clinica personale”.
1. Am J Ther,2016 Jan-Feb;23(1):e184-97. doi: 10.1097/MJT.0000000000000036.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25171757


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