Si chiama "Ouragan: L'Odyssée D'Un Vent" ed è la summa di quattro anni di lavoro in cui i registi si sono dedicati alla raccolta delle immagini - non appartenenti ad un solo uragano - che poi hanno deciso di montare ed unire, facendo apparire come parte di un'unica catastrofe, realmente accaduta, causata da un uragano fittizio di nome Lucy (nessun passaggio è ricostruito al computer, ma tutto reale). Lucy nella loro pellicola non solo esiste davvero, ma ha una coscienza, un'anima. Lucy parla con noi, ci legge dentro, conosce le nostre percezioni e, meglio ancora, quelle di chi sta per travolgere, andando a cambiare definitivamente la sua esistenza. Un semplice vento che si diffonde nel Sahel africano diventando monsone demolente e poi si sposta lungo l’Atlantico crescendo a dismisura senza avere più pietà di qualunque cosa incontri davanti a sé. Uomini, donne, animali e foreste devono piegarsi al suo volere: c'è chi tenta di mettersi in salvo informato dai telegiornali, chi è fortunato e la scampa per un pelo e chiaramente anche chi, preso alla sprovvista, impiega ogni briciolo della sua forza per resistere alla sfuriata ed opporsi a questo fenomeno straordinario tanto quanto naturale. Non a caso la riprendono anche dai satelliti della NASA, Barbançon e Byatt, la loro creatura, mostrando la sua fisionomia dall'alto, con immagini meravigliose che fanno il paio con quelle vicinissime sulla terra che mischiano il dolore allo stupore per una vicinanza e un dettaglio, forse nitidi nell'immaginario, ma mai così tangibili da farci sentire parte della situazione.
Le scene conclusive, infine, sono forse il massimo del fascino della pellicola. Portici con mucche in cerca d'appiglio, cani dispersi nell'acqua, in bilico su strutture in legno, che guardano in camera in cerca di aiuto. Un resoconto impressionante e un'esperienza visiva nonché formativa, significamente fuori dal comune, per uno spettacolo dalla durata inferiore ai novanta minuti che però si incolla tra i pensieri, meravigliando e impressionando contemporaneamente.
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