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Oviedo: cosa vedere in città e nei dintorni

Creato il 21 ottobre 2018 da Elisa Pasqualetto @LizAu87

Prima di partire per il nostro viaggio on the road al Nord della Spagna, ho passato diverse sere a valutare l’idea di fermarci o meno a Oviedo. “Cosa vedere in questa città?”, “Vale davvero la pena fermarsi o ci concentriamo altrove?”, ci siamo posti queste domande più volte, decidendo poi di dedicarci una giornata.

Oviedo è il capoluogo delle Asturie e si trova a 232 metri di altitudine, è una città vivace, che mostra orgogliosa i segni del suo passato.

Oviedo: cosa vedere, il Casco Antinguo

Oviedo: cosa vedere in città

L’aeroporto di Oviedo dista circa 30 minuti in auto dalla città e noi siamo arrivati dopo le sei del pomeriggio. Dopo aver depositato gli zaini nella camera del Nap Hotel Oviedo, ci siamo diretti verso il centro, attraversando el Parque del San Francisco.

La cattedrale di Oviedo

La Cattedrale di San Salvador, comunemente detta la Cattedrale di Oviedo, è un punto di arrivo del Cammino di Santiago, attraverso cui dovevano passare tutti i pellegrini, esiste infatti un detto che dice:

“Quien va a Santiago y no va al Salvador, visita al criado y deja al Señor”.

che significa “chi va a Santiago e non va a El Salvador, visita il servo e non il Signor”, sottolineando l’importanza che questa chiesa aveva per il pellegrinaggio verso Compostela, proprio per l’abbondanza di reliquie presenti qui.

La cattedrale si innalza al di sopra di Plaza de Alfonso con un’elegante prepotenza, degna dello stile gotico. Nell’attigua Cappella di San Miguel viene conservato il Sudario di Oviedo, una reliquia preziosa, considerata il sudario di Cristo.

La Cattedrale di Oviedo

Calle Gascona

Un vero e proprio cartello segna l’entrata in questo “quartiere del sidro”, la bevanda delle Asturie. Se avrete modo di girare per la regione non troverete un solo luogo in cui non si vende il sidro o la sidra, come dicono gli spagnoli. Una passeggiata qui, lungo la via delle sidrerie, potrete assaggiarne quanto volete.

La sidra, inoltre, viene servita con un particolare rituale. Il cameriere, unico incaricato per questo compito, verrà al vostro ogni volta che vorrete bere del sidro, solleverà la bottiglie ad un metro dal bicchiere e verserà la sidra a cascata. Ne basta poco più di un dito, non di più.

Il sidro si beve tutto d’un fiato. Una volta che il sidro tocca il bordo del bicchiere, si sprigiona quella poca anidride carbonica che si è creata con la fermentazione naturale e per poter godere dell’effetto frizzantino, bisogna berlo immediatamente. Ecco perchè non dovremmo mai versarcene un bicchiere intero, dopo un po’ risulterebbe imbevibile.

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Le statue di Oviedo

Oviedo è famosa per le sue statue, in primis quella di Mafalda, all’interno del Parque de San Francisco, e quella di Woody Allen che passeggia, poco distante. Ma non sono le uniche statue a Oviedo, infatti la città ne è cosparsa a partire da quella di fronte alla cattedrale, di una donna di mezza età, ben venista, dedicata a La Regenta, un romanzo spagnolo.

Ce ne sono molte altre in città, come la statua del pescatore o della lattaia in plaza Trascorrales, e quasi ci si diverte a scovarle, camminando per il Casco Antiguo di Oviedo.

Spagna del nord: Oviedo

Basílica de San Juan El Real

Molto diversa dalla cattedrale, la Basilica de San Juan El Real, poco distante dal Parque de San Francisco. L’abbiamo incrociata di notte, mentre tornavamo all’hotel dopo una ricca mangiata in un ristorante all’interno del Portal de la Plaza del Fontán. Appare tutta illuminata, tanto che all’inizio nemmeno ci eravamo accorti fosse una chiesa.

Da vedere, per lo meno da fuori.

Oviedo: cosa vedere nei dintorni

Non fate l’errore di fermarvi solo a Oviedo città, perchè a circa 10 minuti in auto si trovano due gioielli risalenti all’800, che meritano una visita.

Santa Maria del Naranco e San Miguel del Lillo

Il primo è Santa Maria del Naraco, una chiesa in stile pre-romanico asturiano, che inizialmente era la residenza del re Ramiro I delle Asturie, che fu anche lo stesso che ne commissionò la costruzione. Questa chiesa risale all’848 e devo dire che vederla avvolta dalla nebbia, com’è successo a noi, ci ha fatto un certo effetto.

Il costo per la visita guidata è di 3 euro a persona e comprende anche la vicina chiesa di San Miguel de Lillo, situata poco più in alto. Non c’è la visita in italiano, ma potete sempre seguire quella in spagnolo.

San Miguel de Lillo, che risale allo stesso anno della precedente, ha una forma molto diversa da come appariva allora. Inizialmente la chiesa era una basilica a tre navate, molto più grande di quella presente oggi. Dell’antica basilica, però, si trovano i segni della sua pianta originale, sul pavimento.

San Miguel del Lillo, Oviedo cosa vedere

All’interno la chiesa è molto piccola, visitabile solo parzialmente per via dei lavori di manutenzione.

Appena varcata la soglia della chiesetta ci si trova immersi in un mondo fatto di diversi stili diversi, abbiamo intorno a noi figure bizantine, orientali e persino lombarde, tutte insieme in un piccolo spazio. Personalmente l’ho trovato molto affascinante.

Cabo de Peñas

Quella mattina avevamo lasciato Oviedo presto e avendo già visitato le due chiese appena descritte, come da programma, abbiamo deciso di fare una deviazione. E per fortuna che l’abbiamo fatta.

Se non avete tempo, trovatelo, perchè Cabo de Peñas riserva un paesaggio incredibile, con scogliere a picco sul mare e distese di arbusti color arcobaleno.

Cabo de Pena

Abbiamo mangiato al Ristorante Cuatro Vientos, ma non avevamo tanta scelta essendo l’unico ristornate esistente nei dintorni. Con 15 euro un menù del dìa ti scalda il cuore e ti prepara ad una lunga passeggiata per digerire zuppa di crostacei, calamari ripieni serviti con patate fritte, dolce della casa e una bottiglia di vino.

Oviedo cosa vedere

Cabo de Pena

Gli occhi si perdono nell’infinito guardando verso l’oceano, una distesa blu davanti a noi si infrangeva su questi grossi massici di roccia, inermi. Uno spettacolo che non potete perdervi, regalato da madre natura.

Ora eravamo pronti per raggiungere la prossima tappa del nostro itinerario: Soto del Cangas.


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