L’amore, è questo il tormento principale del ragazzino: proprio 2 ore prima che l’Italia vincesse i campionati mondiali di calcio, l’11 luglio 1982, ha la sua prima “visione”, e ne rimane turbato. Da quel momento Piero va all’inconsapevole ricerca di qualcosa senza sapere cosa... sapendo di non saperlo... e ritenendo di essere l’unico al mondo in quello stato. Il genere femminile lo turba e lui non sa gestire questa cosa… se non con se stesso. Da quel momento avvengono diversi incontri "speciali", con persone che lo spingono su un percorso a cui lui -teoricamente- non era predestinato… arrivando anche a frequentare un liceo classico d’élite, un posto apparentemente fuori portata dove lui risulta evidentemente un pesce fuor d’acqua, ma in cui riesce comunque a cavarsela. Il primo giorno dell’ultimo anno del liceo, il 4 settembre del 1991, Piero fa l’incontro centrale della sua adolescenza: Tommaso, un nuovo compagno di classe con cui lega subito e che lo affascina per il suo essere sopra le righe e privo di timori reverenziali. Nella sua naturale ingenuità, Piero si convince di avere a che fare con un poveraccio, al quale sceglie di stare sempre accanto per pagargli i pasti e la miscela del motorino, in cambio dell’opportunità di conoscere un mondo tutto nuovo. Un po’ come Pinocchio che segue Lucignolo nel Paese dei Balocchi. Ma la verità è differente ed è solo attraverso varie esperienze crude e realiste che, alla fine, ci sarà il passaggio alla consapevolezza di sé e della sua incolmabile differenza con un mondo che non è e non potrà mai essere anche suo. Spesso dobbiamo sperimentare vite diverse per capire meglio chi siamo e cosa ha davvero valore per noi, ma una volta fatto abbiamo l’opportunità di andare incontro alla felicità… magari con qualche piccolo aiuto da inattesi miracoli, come quello che nel 1994 fece comparire magicamente un notevole numero di posti di lavoro (non proprio un milione, ma…). Insomma, una storia molto introspettiva raccontata con grande leggerezza e in modo davvero divertente, che chiude con un finale che sarebbe completamente felice se non fosse per quel maledetto magone, che sembra proprio come un uovo sodo che non va né giù, né su. E allora uno si chiede: ma come dovrei fare per ottenere un uovo sodo perfetto? Beh, ve lo dico io!
L’amore, è questo il tormento principale del ragazzino: proprio 2 ore prima che l’Italia vincesse i campionati mondiali di calcio, l’11 luglio 1982, ha la sua prima “visione”, e ne rimane turbato. Da quel momento Piero va all’inconsapevole ricerca di qualcosa senza sapere cosa... sapendo di non saperlo... e ritenendo di essere l’unico al mondo in quello stato. Il genere femminile lo turba e lui non sa gestire questa cosa… se non con se stesso. Da quel momento avvengono diversi incontri "speciali", con persone che lo spingono su un percorso a cui lui -teoricamente- non era predestinato… arrivando anche a frequentare un liceo classico d’élite, un posto apparentemente fuori portata dove lui risulta evidentemente un pesce fuor d’acqua, ma in cui riesce comunque a cavarsela. Il primo giorno dell’ultimo anno del liceo, il 4 settembre del 1991, Piero fa l’incontro centrale della sua adolescenza: Tommaso, un nuovo compagno di classe con cui lega subito e che lo affascina per il suo essere sopra le righe e privo di timori reverenziali. Nella sua naturale ingenuità, Piero si convince di avere a che fare con un poveraccio, al quale sceglie di stare sempre accanto per pagargli i pasti e la miscela del motorino, in cambio dell’opportunità di conoscere un mondo tutto nuovo. Un po’ come Pinocchio che segue Lucignolo nel Paese dei Balocchi. Ma la verità è differente ed è solo attraverso varie esperienze crude e realiste che, alla fine, ci sarà il passaggio alla consapevolezza di sé e della sua incolmabile differenza con un mondo che non è e non potrà mai essere anche suo. Spesso dobbiamo sperimentare vite diverse per capire meglio chi siamo e cosa ha davvero valore per noi, ma una volta fatto abbiamo l’opportunità di andare incontro alla felicità… magari con qualche piccolo aiuto da inattesi miracoli, come quello che nel 1994 fece comparire magicamente un notevole numero di posti di lavoro (non proprio un milione, ma…). Insomma, una storia molto introspettiva raccontata con grande leggerezza e in modo davvero divertente, che chiude con un finale che sarebbe completamente felice se non fosse per quel maledetto magone, che sembra proprio come un uovo sodo che non va né giù, né su. E allora uno si chiede: ma come dovrei fare per ottenere un uovo sodo perfetto? Beh, ve lo dico io!