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Owl Prize #20

Creato il 02 maggio 2018 da Athenae Noctua @AthenaeNoctua
Non posso credere che sia passato quasi un anno dall'ultimo Owl Prize. In questi mesi ho letto tantissimi articoli interessanti provenienti dalla blogosfera, eppure - me ne rammarico - mi sono limitata a salvarli e condividerli su Facebook, senza tradurre il mio apprezzamento in un post. Per me questa mancanza è fonte di un grande dispiacere, perché Owl Prize è un piccolo progetto in cui credo, perché sono sempre convinta che la condivisione e la reciproca lettura siano l'alimento dei blog e che la qualità dei pezzi debba essere messa in evidenza.
Non sto a spiegarvi il motivo della mia sbadataggine né perché, al di là di Owl Prize, il blog stia subendo una contrazione (scrivo poco, pubblico pochissimo, leggo a rilento), perché ci sarebbe troppo da dire e in questo momento voglio lasciare spazio alle voci dei colleghi blogger che sono lì in attesa da mesi e mesi. Ma sappiate che la selezione degli otto articoli di oggi non è che la punta dell'iceberg di un anno di bellissime letture internettiane e che ciascuno dei blog citati ha scritto tanti altri articoli che da maggio 2017 a oggi avrebbero meritato una citazione in questa rubrica.
Owl Prize #20
  • Fra i tanti post che Claudia dedica, all'interno del blog Il giro del mondo attraverso i libri, ai suoi viaggi e all'accompagnamento letterario che sceglie per ognuno di essi, A Lisbona, omaggio letterario e sentimentale mi ha particolarmente affascinata, perché non solo fa venir voglia di esplorare la capitale portoghese (ma quale delle pagine del diario di viaggio di Claudia non produce l'effetto di una febbre da viaggio?), ma conferisce profondità letteraria ad ogni tappa, perché per ciascun luogo visitato viene suggerita una lettura che lo illustra e lo rende immortale.
  • Il mondo è bello perché è vario (e anche i libri) sostiene la Lettrice Rampante, riflettendo sul peso delle aspettative nell'approccio di noi lettori ai libri: li cerchiamo perché abbiamo già apprezzato il loro autore o ci siamo appassionati al progetto editoriale di una determinata casa editrice, eppure fatichiamo a scrollarci di dosso quella patina di pregiudizi che rischiano di non farci godere pienamente del testo, magari rimaniamo delusi perché credevamo che avremmo trovato fra le pagine un racconto o uno stile diversi. Insomma, ci dice Elisa, dovremmo imparare a considerare ciascun libro come un'opera a sé, senza limitarci a cercare ciò che ci è già noto e lasciandoci colpire dal brivido della novità.
  • Uno degli articoli più interessanti che ho letto dall'inizio della mia navigazione nella blogosfera è la Cronistoria della letteratura sui viaggi nel tempo, pubblicato su Scratchbook: a partire dall'antologia Viaggi nel tempo pubblicata da Einaudi, Maria ci presenta un percorso attraverso il quale si è delineato il tema, dai suoi quasi inimmaginabili prodromi medievali fino all'apparizione del paradosso temporale nella narrativa di Edward Page Mitchell, ma senza dimenticare Edgar Allan Poe e Ray Bradbury.
  • Chi segue Luz conosce bene la sua passione per il teatro, che si concretizza anche in spettacoli davvero originali cui per motivi geografici, purtroppo, non mi è possibile assistere: basta leggere i suoi post nelle fasi preparatorie e nel momento in cui descrive i suoi progetti per cogliere il suo entusiasmo. E dunque chi meglio di lei potrebbe invitarci a chiederci Quando uno spettacolo teatrale è veramente brutto? Sì, perché si fa presto a far della critica spiccia, ma l'occhio attento dell'esperto di teatro può aiutarci ad individuare con precisione il motivo per cui uno spettacolo non ha funzionato.
  • Ormai sapete dell'immensa stima con cui seguo Emanuela attraverso il suo blog Didatticarte; anche lei è un'insegnante, ma non un'insegnante qualunque: attraverso l'arte, sia nelle sue realizzazioni pratiche che nel racconto della storia, lei sa sempre come realizzare quel complesso processo educativo che punta a rendere gli alunni protagonisti e non più fruitori passivi delle discipline scolastiche. Dalla lezione frontale a quella laterale offre degli spunti preziosi per calarsi in questa nuova prospettiva, difficilissima da attuare sia perché chiede al docente di fare dell'imprevisto una chiave che, però, bisogna saper controllare, sia perché talvolta la resistenza arriva da parte degli alunni stessi, per i quali imparare nozioni risulta più immediato e facile che spendersi in un ragionamento autonomo, nel quale strutturare i pensieri con un lessico specifico e con relazioni da costruire.
  • La mia corregionale Elisa Elena ha lanciato su Drama Queen un bel dibattito sul dialetto a partire dalla sua esperienza del dialetto veneto: per molti, di fatto, è il dialetto la lingua madre (e da noi lo si parla spesso, anche in contesti professionali), talvolta è il calderone di espressioni talmente immediate ed efficaci che risultano intraducibili, per non parlare della carica affettiva che assume quando ci si trova lontani da casa di certo è una lingua a tutti gli effetti, che può produrre situazioni di bilinguismo e diglossia... e che Elisa Elena ha deciso di valorizzare con una lettura de El Principe Picinin, un video racchiuso nel post Cosa xe che te ghe dito?
  • I post che Marina dedica al suo rapporto con i libri nel blog Internostorie sono sempre molto belli: oltre al fatto che il suo blog ha un'estetica rasserenante (con bellissime fotografie sempre di sua realizzazione) e che le recensioni non sono mai scontate e si distinguono puntualmente per il particolare punto di vista, ci sono questi momenti di riflessione e di condivisione di piccole abitudini di vita da lettore. Breve storia delle mie librerie, più quella definitiva mi ha particolarmente colpita: sarà che si parla di costruire degli spazi in una nuova casa, sarà che si parla di un progetto che non riguarda solo un ambiente esteriore, ma uno spazio personale, ma davvero mi sono affezionata a questo racconto. 
  • Celebrare adeguatamente le ricorrenze storiche della memoria non è facile: si rischia di divagare, di cadere nella retorica, di pescare le parole di qualche autore e di trarne un discorso artefatto. Ecco perché ho molto apprezzato, in occasione del 25 aprile appena trascorso, il post Alle fronde dei salici - Salvatore Quasimodo, scritto da Alessandra di Libri nella mente. La sua analisi della celebre lirica, cui si unisce la lettura di Uomo del mio tempo, è essenziale eppure diretta, le parole del poeta non sono una citazione mirante a dare solennità ad una riflessione, ma si amalgamano ad un pensiero estremamente lucido e onesto su quello che furono la drammatica esperienza del nazifascismo e su quello che ha rappresentato la Liberazione.
Questa è la mia selezione che, come ho già scritto, è solo un briciolo di tutto ciò che di prezioso potete trovare nei blog selezionati. Cercherò di impegnarmi a fornirvi questa sorta di rassegna stampa più spesso, ma non prometto nulla, perché ultimamente fatico a rispettare qualsiasi tabella di marcia. Ma leggeteli, leggete queste brave blogger, leggete i loro diari virtuali: che siate appassionati di libri, di arte o di teatro non vi mancheranno degli spunti memorabili.
 C.M.Articolo originale di Athenae Noctua. Non è consentito ripubblicare, anche solo in parte, questo articolo senza il consenso del suo autore e senza citare la fonte.

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