I due sono stati posti in stato di fermo in esecuzione di un provvedimento emesso dal Pm Paola De Franceschi, titolare dell'indagine. Da quanto emerso dalla indagini del nucleo investigativo dei carabinieri di Padova, i due, assieme ad altri complici ancora in corso di identificazione, avevano trovato nelle rapine e nei sequestri di persona una facile e proficua fonte di guadagno.
Come obiettivo avevano scelto gli esercizi commerciali dei loro connazionali, in prevalenza bar, ma le abitazioni di pertinenza dove venivano custoditi gli incassi.
Il modus operandi era sempre lo stesso: diversi sopralluoghi effettuati nei giorni precedenti la rapina per accertare l'orario e di apertura di chiusura, il numero delle persone presenti a servire, eventuali elementi di disturbo, come allarmi o vigilanza, la frequenza dei depositi e le modalità con cui venivano gestiti gli incassi.
Poi l'assalto al locale, sempre a ridosso dell'orario di chiusura, armati di pistole e di coltelli da cucina. Il momento propizio veniva scelto in funzione del fatto che non ci fosse nessuno nei paraggi.