Padri separati rassegnatevi!

Da Marypinagiuliaalessiafabiana

Abbiamo assistito ai licenziamenti delle donne durante la crisi che sta affliggendo il nostro Paese. Il tasso occupazionale femminile è sceso nonostante fosse già sotto la media europea e le donne si vedono sempre più spesso costrette a lasciare il lavoro o ad essere licenziate.

Malgrado questo nel nostro Paese si sono consolidate due lobby: quelle che opprimono per alzare l’età pensionabile delle donne, rubando i fondi destinati a migliorare la condizione femminile nel mondo del lavoro e quella dei padri separati che vorrebbero opporsi al dovere di mantenere l’ex moglie dopo la separazione.

Questi padri separati che non riescono a comprendere che se alle donne non viene data l’opportunità di essere autonome, venendo così costrette a dipendere dal marito non si può mettere in discussione il diritto al mantenimento che ad ogni ex-moglie spetta come minimo per vivere. I padri separati sono gli stessi uomini che poi si rifiutano di solidarizzare con quelle che vengono licenziate in quanto donne, sono quei mariti che vorrebbero che le loro compagne smettessero di lavorare per stare a casa e davvero non capiamo perchè non si informano un pochino della situazione e non iniziassero a schierarsi dalla parte delle donne lottando per la loro libertà (e quindi anche per la propria).

Qui non siamo in Svezia, ma siamo nel Paese che nega alle donne ogni sorta di autonomia economica, quindi lasciate queste battaglie quando le donne saranno in condizioni di fare a meno del vostro mantenimento, per chè se le donne ve lo chiedono vuol dire che ne hanno bisogno, che vivono in una società (fatta da uomini) che non le lascia la possibilità di essere autonome da voi e voi non potete permettervi di rivendicare nel nostro contesto certe battaglie perchè si ritorcono contro di noi.

I padri separati sono quelli che in nome del “buonsenso” preferiscono che fossero le loro compagne a lasciare il lavoro, perchè nella loro testa non esiste alcuna disriminazione di genere, tranne che quel vittimismo che passa nelle loro teste.

Che senso ha il movimento dei padri separati in un Paese come il nostro? Che senso ha se le donne sono costrette ad avere bisogno di quei pochi euro di mantenimento dell’ex marito?

Prima di darci della sanguisuga che vi prosciughiamo le tasche, farei una proposta provocatoria per voi uomini a favore del movimento dei padri separati: Perchè non vi licenziate voi dal lavoro e non restate a casa a curare i bambini il posto delle vostre mogli, così sarete esenti dal mantenerci? Non ci avete mai pensato?

Perchè non lottate per fare in modo che le donne non debbano essere costrette a chiedervi il mantenimento? Perchè alla Ma-Vib vi siete schierati contro le colleghe?

Cari padri separati, mi dispiace ma chi vuole la bicicletta pedali, se volete lottare per la vostre cause scheratevi contro gli uomini che negano alle donne ogni forma di autodeterminazione, anzihè lottare contro chi subisce questo, perchè a noi donne non piace chiedervi il mantenimento e ne faremmo a meno volentieri se solo potessimo.

Se siete favorevoli ai ruoli di genere tradizionali con tutti i vostri diritti in più ricordatevi che ci sono anche dei doveri e non lamentatevi. Piuttosto lottate cotro quegli uomini che vogliono dipendessimo da voi trattando il nostro come un reddito secondario al capofamiglia.

Questo non è un post misandrico o “nazifemminista” (termine inesistente) ma è un post che spiega agli uomini che sarebbero più liberi se lo fossero anche le donne. (Accetto i vostri commenti).

Mary



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