Pagare le tasse in Italia è un inferno. Ecco la prova in tre numeri

Creato il 23 novembre 2015 da Capiredavverolacrisi @Capiredavvero

L’agenzia di consulenza PricewaterhouseCoopers (PwC) ha appena pubblicato un rapporto intitolato “Paying taxes”, ovvero “Pagare le tasse”. Si tratta di un utile confronto mondiale tra i regimi fiscali di paesi diversi. Ecco il risultato: l’Italia è uno dei paesi in cui si pagano più tasse nel pianeta e in cui pagarle per ciascuno di noi è anche più complicato.

L’agenzia di consulenza PricewaterhouseCoopers (PwC), in collaborazione con la Banca Mondiale, ha appena pubblicato un rapporto intitolato “Paying taxes”, ovvero “Pagare le tasse”. Si tratta di un utile confronto mondiale tra i regimi fiscali di paesi diversi. Per rendere possibile la comparazione, l’agenzia di consulenza prende in considerazione un’azienda media al suo secondo anno di attività e calcola: a) quante tasse paga; b) a quanta burocrazia deve fare fronte per pagare queste tasse. Questi fattori, come hanno spiegato gli autori del rapporto, “vengono misurati di anno in anno sulla base di tre indicatori: il Total Tax Rate (carico fiscale complessivo per le imprese, da non confondere con la normale pressione fiscale); il tempo necessario per gli adempimenti relativi alle principali tipologie d’imposta e di contributi (imposte sui redditi, imposte sul lavoro e contributi obbligatori, imposte sui consumi) e il numero di versamenti effettuati”.

 La classifica generale che combina i tre indicatori coinvolge 189 paesi; l’Italia è decisamente in fondo alla classifica, al 137° posto. Insomma, pagare le tasse da noi è un inferno. Vediamo perché, concentrandoci su ognuno dei tre singoli aspetti.

 1. Su alcuni media italiani, al momento della presentazione di questo rapporto è stato sottolineato che il nostro paese tra 2013 e 2014 avrebbe compiuto alcuni miglioramenti in riferimento al carico fiscale complessivo. Sarà pure, ma intanto ecco cosa scrivono d’avvero gli analisti di PwC: “Il carico fiscale complessivo per le imprese italiane si conferma il più alto d’Europa, pari al 64,8% dei profitti commerciali, seguito da quello della Francia (62,7%). La media mondiale, che comprende quindi le economie sviluppate e quelle a basso reddito, risulta pari al 40,8% dei profitti commerciali”. Unica consolazione: nel rapporto non sono ancora considerati gli sgravi contributivi per nuove assunzioni stabiliti dall’inizio del 2015 e la deduzione del costo del lavoro dalla base imponibile Irap. Ecco di seguito l’impietoso confronto del carico fiscale complessivo tra Unione europea (a sinistra), mondo (al centro) e Italia (a destra) in un grafico.

2. Quanto tempo deve impiegare una media imprese italiana per rispettare tutte le scadenze fiscali? Le società in media impiegano 269 ore l’anno. Detto altrimenti: ogni azienda del nostro paese passa più di 11 giorni all’anno soltanto per andare dietro all’Agenzia delle Entrate e dintorni. E’ tanto tempo buttato, e diventa ancora di più se paragonato a quello utilizzato altrove: se in Italia una società di media grandezza impiega 269 ore l’anno per gli adempimenti fiscali, nel mondo la media è 261 ore e in Europa invece 173. Ecco di seguito un grafico per sintetizzare questi dati.

3. Infine in Italia le imprese devono effettuare 14 pagamenti l’anno in media per pagare le imposte. Almeno questa volta facciamo meglio della media mondiale (25,6 pagamenti) ma comunque peggio della media europea (11,5 pagamenti), confermando che la vita dei “produttori” in Italia è tutt’altro che semplice.

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