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Pamela, il massacro del circeo e il politically correct

Creato il 04 febbraio 2018 da Barbaragiorgi @gattabarbara

PAMELA, IL MASSACRO DEL CIRCEO E IL POLITICALLY CORRECT

A Macerata, dopo il ritrovamento del cadavere di Pamela Mastropietro (arrestato un nigeriano), lo sappiamo, si è verificata la sparatoria ad opera di un italiano contro immigrati.

Giornali, tv, social. Ovunque: ecco la politica, le istituzioni, la gente comune, tutti a condannare (giustamente) il gesto di un italiano che va in giro a sparare contro degli immigrati. Però io faccio una domanda. Nella stessa zona (Macerata) sono stati ritrovati i resti smembrati e lavati con candeggina di una giovane donna (e strappati viscere e cuore): PAMELA, 18 anni.

Allora chiedo: quando si condannerà – con la stessa incisività – il massacro delle donne (a prescindere dall’etnia)? Mi sta venendo il dubbio che il femminicidio ormai non abbia più un peso etico, sociale, umano. Ma forse non è così. Forse la realtà è un’altra.

Infatti: i femminicidi ad opera di italiani sono analizzati e soppesati, mentre i femminicidi ad opera di stranieri sono “bisbligliati”, perché parlarne troppo o con dovizia di particolari non è politically correct.

Non solo: se si accenna anche minimamente alla nazionalità dell’assassino, si è facilmente additati come razzisti, fasci, violenti, etc etc.

Tant’è. Poco fa, ho ricevuto anch’io la mia bella intimidazione social. Un sostenitore di un partito di sinistra, mi ha scritto in un commento Facebook: “falla finita, vergognati” perché invitavo a scandalizzarci-si non solo per la sparatoria di Macerata, ma anche per il femminicidio di Macerata. Ovviamente ho risposto per le rime.

Ma il mio pensiero va oltre queste “intimidazioni”. Temo che il femminicidio di Pamela venga usato, ma non per stimolare il razzismo (come pensano in tanti). Temo che venga usato, invece, per indicare una “scala di valori etico-sociali”. Mi pare di percepire questo: la violenza contro gli immigrati è di primo livello e quella sulle donne è di secondo livello. Per il primo caso si richiedono misure immediate, si parla di condanna istituzionale e pubblica, si parla di scandalo. Per la morte di Pamela non vedo molte istituzioni “scandalizzate”.

Ricordate il massacro del Circeo del 1975? Per giorni, mesi, anni e anche oggi, abbiamo avuto e abbiamo l’immagine di quell’auto, una Fiat 127,  con il viso di Donatella Colasanti, ancora viva. Rosaria Lopez invece era morta: picchiata e annegata nella vasca da bagno. Donatella si salvò fingendosi morta. Il massacro era stato compiuto da due italiani. E se ne parlò e discusse ovunque.

Oggi c’è il femminicidio di questa ragazza, Pamela, a cui hanno strappato cuore e viscere. L’hanno fatta a pezzi, poi lavati con la candeggina. E’ accusato uno straniero, ma non dobbiamo dirlo: siamo in campagna elettorale e il 4 marzo ce ne saremo già dimenticati.

E’ morta una donna. Morta. Cosa posso fare io? Ormai mi sento lontana da questo modo di pensare “politicamente corretto” della sinistra. Io sto dalla parte delle donne, non della politica che sbandiera accuse di razzismo e bisbiglia della morte di una donna.

Posso solo dire: io sono Pamela. E lo siamo tutte.

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P.S: il primo che mi intima di tacere, si becca una denuncia alla polizia postale. Tacete voi. E vergognatevi.

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