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Pancotto

Da Lauradv @antroalchimista
Pancotto
“Anche una minestrina di dado diventa speciale se legata a un ricordo che ami” (V.Corciolani, Pesto Dolce. La ricetta delle possibilità)
Aspettando il dottore. Io: "Allora oggi ti faccio il semolino…" De Win: "Cosa?! Già sto male! Ho la febbre a 39… Damme pure il semolino! Tu me vuoi proprio fa mori'!!!" … e si prepara una cioccolata per "tirarsi su"... io boh… ma proprio boh… #maiunagioia
Sono stati quasi 15 giorni intensi di Lazzaretto. L’inossidabile De Win ha superato i 40° ha preso un virus tremendo che dalla gola si è diramato per tutto il corpo. Anche il nostro dottore è rimasto allibito dalla violenza di questo virus. Più di una volta sono stata in procinto di farlo ricoverare perché in 20 anni mai l’avevo visto così, soprattutto delirante di febbre. Ora finalmente si sta riprendendo. Ma malgrado tutto quando la febbre calava la fame arrivava, così in questi giorni la star della cucina dell’Antro è stato il pancotto che a tutti gli effetti è tra i nostri “comfort foods” preferiti. Junio ne va matto, lo mangerebbe anche a colazione. Un modo semplice ma gustoso di riciclare il pane secco, perché buttare via il pane secco è peccato mortale! Lo dico da sempre che le ricette del riciclo sono le ricette del cuore con quella magia che conforta il palato e coccola l’anima.
Forse non tutti sanno che… pancotto Il pancotto è una ricetta “povera” contadina, di quel riciclo che nasce dal niente: pane secco, acqua, qualche profumo dell’orto per fare un brodo vegetale. Le origini del pancotto risalgono ai tempi romani. Il gastronomo Apicio cita nel suo trattato De re Coquinaria una ricetta dal nome puls tractogalata. Una ricottura del pane in acqua, brodo o latte che veniva impiegato nello svezzamento dei bambini e con l’aggiunta di salvia era miracoloso per le coliche dei neonati. Una minestra consigliata ai convalescenti e anche alle puerpere perché, si diceva, favorisse l’allattamento. Il pancotto da sempre racconta la storia dei nostri nonni (come oggi per mio figlio, in passato anche per me il pancotto che mi preparava mia zia era, per me, il cibo più buono del mondo), evidenzia la sacralità del pane che non doveva essere mai gettato via! Nel pancotto c’è l’ingegno delle massaie di una volta che con quel poco che offriva la dispensa e con le verdure e i profumi dell’orto, riuscivano a creare sontuose minestre e altre pietanze a base di pane secco. Non c’è regione d’Italia che non abbia la sua versione di Pancotto, alcune semplici come la ricetta originale altre più sostanziose mano a mano che giungono in cucina nuovi ingredienti (come i formaggi) e maggior disponibilità economica delle famiglie.
Pancotto
Ingredienti per 4/5 persone 400 gr pane raffermo 1 lt brodo vegetale 1 crosta di parmigiano (se l’avete in casa) 2 foglie di salvia Un pizzico di noce moscata (se garba) 2 cucchiai di Parmigiano grattugiato Olio extravergine d’oliva Un pizzico di pepe nero Sale
Preparazione Taglia a pezzetti il pane raffermo, mettilo in una pentola di coccio dai bordi alti e coprilo con il brodo vegetale. Aggiungi la crosta di parmigiano fatta a pezzi, la salvia e un pizzico di noce moscata. Cuoci a fiamma medio bassa rimestando spesso sino a che il pane non sarà diventato una minestra cremosa e il pane sarà completamente disfatto. Leva dalla fiamma, regola di sale e aggiungi un paio di cucchiai di parmigiano. Servi il pancotto ben caldo con un filo di olio a crudo, una spolverata di pepe nero.
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