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PAOLO SPACCAMONTI, Volume Quattro

Creato il 20 settembre 2019 da The New Noise @TheNewNoiseIt

PAOLO SPACCAMONTI, Volume Quattro

Sulle attitudini cinematografiche della musica di Paolo Spaccamonti si sono già spese molte parole ed egli stesso non ha mai smesso di coltivare questa sua particolare inclinazione, collaborando con il Museo del Cinema della sua Torino, portando in giro sonorizzazioni di film muti e firmando nel 2017 la bella colonna sonora per un piccolo film intitolato “I Cormorani”, in cui lo accompagnava alla tromba Ramon Moro. Nel suo ultimo lavoro Paolo tiene fede alla sua capacità di tradurre immagini in musica, consegnandoci undici tracce composte con la consueta asciuttezza, narrazioni semplici costruite in buona parte attorno a un beat sintetico, nelle quali poco altro aggiunge a un tema e alla sua variazione, dove i rumori di fondo vengono lasciati fluire indisturbati, quasi fossero la grana di una vecchia incantevole pellicola. Spaccamonti è un mago che non nasconde i propri trucchi, l’effettistica rimane lì in bella mostra al cospetto dei nostri padiglioni auricolari, al servizio dell’estro del chitarrista torinese.

La promozione di “Volume Quattro” (fuori oggi per le etichette Escape From Today e Dunque) è stata affidata ad “Ablazioni”, brano in cui si cede facilmente al giochetto di abbinare note a immagini già viste: nella mia mente sarebbe perfetto per un film sul degrado suburbano firmato da Matteo Garrone. Con “Nessun Codardo Tranne Voi” Spaccamonti fornisce la sua versione, senza essere nemmeno troppo calligrafico, del western all’italiana: fa il verso a Bruno Battisti D’Amario, chitarrista che ha legato i suoi momenti migliori al maestro Morricone, strappando quasi le corde dallo strumento mentre rincorre la cassa dritta. In altre tracce, invece, si evocano in maniera più sfumata ricordi, sensazioni, circostanze: “Nina” è uno sgocciolare di note in pozzanghere di tiepida malinconia, perfetto score per un amore di fine estate, “Un Gelido Inverno” rende in modo magistrale il senso di immobilità come pure l’attesa che accompagnano la stagione fredda. Più di tutto però, di questo “Volume Quattro” vi resteranno i balletti sgangherati sulle note di “Paul Dance” e i bordoni abbacinanti di “Luce”, 7 minuti e mezzo di estasi contemplativa. Farsi colonna sonora dei nostri giorni, cosa chiedere di più a un disco…

Tracklist

01. Cuocere verdure e fare il brodo con le ossa
02. Ablazioni
03. Nina
04. Nessun Codardo Tranne Voi
05. Un Gelido Inverno
06. Rimettiamoci Le Maschere
07. Paul Dance
08. Fumo Negli Occhi
09. Tutto Bene Quel Che Finisce
10. Luce
11. Diagonal

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