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Parco Nazionale Corcovado: trekking nella natura selvaggia del Costa Rica

Creato il 03 settembre 2014 da Nonsoloturisti @viaggiatori

Adagiato tra mare e giungla nella parte più lontana della remota penisola di Osa, il Parco Nazionale Corcovado è uno dei gioielli più scintillanti del tesoro naturale di Costa Rica. Un ecosistema formato da giungla, foresta primaria, spiagge deserte e paesaggi dominati dal ritmo delle potenti maree che ne scandiscono l’accesso.

È una terra dura, aspra, selvaggia. Nasconde insidie e pericoli dietro ad una bellezza mozzafiato, un fascino ancora intatto grazie al numero relativamente esiguo di visitatori.

Parco Nazionale Corcovado - Costa Rica

Arrivare qui non è difficile, ma ci vogliono un po’ di determinazione e spirito di adattamento. Le porte d’accesso per esplorare il parco sono due: a ovest la più esclusiva e isolata Drake e a nord la più democratica e carismatica Puerto Jimenez. Noi abbiamo fatto base nella seconda, una polverosa cittadina con quattro strade, qualche negozio, qualche ristorantino e un fascino che colpisce in pochi attimi. Gli sgargianti ara macao gracchiano sugli alberi di mandorli, la gente è cordiale e la brezza nella baia che si affaccia sul Gulfo Dulce scuote le palme a ritmo lento e rilassante.

Parco Nazionale Corcovado - Costa Rica

Le opzioni per visitare il parco sono molteplici, costose e tutte abbastanza complicate a livello logistico. Noi abbiamo scelto un trekking di due giorni che parte da Carate e arriva al rifugio La Serena, vero cuore pulsante dell’area. Si cammina per 20 chilometri al giorno, bisogna portarsi tutto l’occorrente per bere e mangiare per due giorni, sandali per guadare i fiumi, kway per la pioggia, borsa dei rifiuti e tutto quello che può servire durante un trekking. Si parte da Puerto Jimenez in camion o jeep e dopo quasi due ore di strada sterrata, guadi e pendii si arriva alla pista d’atterraggio di Carate e si comincia a camminare.

La distanza è grande e la guida imposta sin da subito un’andatura sostenuta. In circa un’ora, costeggiando la foresta e camminando lungo una spiaggia deserta e sconfinata, si arriva all’ingresso La Leona dove ci si registra, si fa una breve sosta e poi via di nuovo.

Parco Nazionale Corcovado - Costa Rica

Nelle sei-sette ore successive la fatica è tanta, lo zaino pesantissimo e il percorso faticoso anche se pianeggiante, ma tutte le avversità sono facilmente sopportate grazie alla bellezza dei panorami, alle piccole grandi avventure che bisogna affrontare e al costante fragore dell’Oceano Pacifico che si infrange sulla costa.

Pappagalli, serpenti, iguane, formichieri, rane, scimmie e persino un enorme tapiro ci sorprendono e ci emozionano durante tutto il percorso fino a quando non arriva la parte più dura del trekking quando si è costretti a camminare lungo il mare tra rocce, scogli e sabbia che sprofonda ad ogni passo sotto un sole cocente.

Parco Nazionale Corcovado - Costa Rica

Manca poco all’arrivo, ma rientrati nella giungla ci aspetta l’ultimo grande ostacolo. Un vero e proprio fiume da guadare con l’acqua che arriva alla vita e, per fortuna lo scopriamo dopo, dove vivono coccodrilli e squali che risalgono il corso durante l’alta marea.

Comincia anche a piovere, siamo un po’ intimoriti, ma anche carichi di adrenalina e con gli zaini in testa ci incamminiamo in fila indiana nelle acque plumbee. Ancora pochi minuti e il rifugio appare. Qui ci aspetta una tenda, una doccia fredda e una cucina da campo dove improvvisare una pasta al pomodoro. Le luci si spengono alle 20.00, buonanotte Corcovado.

Parco Nazionale Corcovado - Costa Rica

Il mattino comincia prima dell’alba con una piccola camminata alla ricerca di animali notturni e poi alle sei si riparte perché la marea non ammette ritardi e ci aspettano altri 20 coinvolgenti, sudatissimi ed emozionanti chilometri nella natura più selvaggia.


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