Passare dal concetto di “punizione” a quello di “riparazione”.

Da Ciraolo

Genitori Crescono ci regala un interessante post, tra l’altro scritto in maniera sublime, sul concetto educativo di punizione.

La strada delle punizioni l’abbiamo adottata molte volte. E non c’è stata una volta in cui ho avuto la sensazione che funzionasse. Quando sembrava funzionare, non durava comunque a lungo. La minaccia di non potere vedere film attraversava mio figlio come una nebbiolina leggera del mattino. La privazione di qualcuno dei suoi giochi lo interessava come un documentario sulle piante del borneo. Il niente bicicletta era una boccata di vita, così poteva andare in monopattino. Il niente bicicletta o monopattino era solo una tortura per me che per farlo andare all’asilo dovevo inventarmi qualche altra cosa. Insomma, non sono mai riuscita a far funzionare le punizioni.

Perché la punizione non funziona? È il caso di arrovellarsi il cervello nella ricerca di una miriade di punizioni nuove, oppure è sufficiente rivoluzionare l’approccio e, tramite il dialogo, far passare un nuovo contenuto: “non sono io che ti punisco, ma sei tu che hai capito, e vuoi riparare”.

Sufficiente si fa per dire…

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