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Passare il tempo #iorestoacasa

Da Loredana V. @lorysmart

Non so più a quale giorno di “arresti domiciliari” sono.

Ufficialmente sarebbe dall’undici di marzo, in realtà ero già a casa volontariamente da qualche giorno.

Molti si lamentano per la privazione della libertà: ne convengo pure io, è seccante non poter uscire, specie se non si sa se si è infetti o meno causa della non effettuazione dei tamponi su larga scala. Ora ci sono tamponi in numero sufficiente, però non ci sono abbastanza laboratori per effettuare le analisi…e poi noi saremmo la migliore sanità del mondo come continuano a ripeterci? A livello individuale senza dubbio, ma a livello strutturale, causa gli innumerevoli tagli dal governo Monti in poi, certamente no.

Penso se queste restrizioni che ritengo illiberali, pur rispettandole, le avesse imposte un governo di destra: sarebbero tutti a gridare al golpe, ma tant’è, lo hanno fatto LORO, quindi tutto va ben, madama la Marchesa.

Le giornate trascorrono tutte uguali: pulito tutto il pulibile, lavato tutto il lavabile, stirato tutto lo stirabile, si passano le ore in attesa del bollettino delle ore 18. No, non ascolto quello ufficiale della Protezione Civile, ma quella di una associazione di volontariato che comunica dati molto più attendibili. La spesa la faccio fare a mio marito, che sopporta meno la reclusione: ogni 3 o 4 giorni ha quindi la sua mezz’oretta di libertà, e ne approfitta anche per gettare l’immondizia.

Oggi però sono uscita a stendere sul balcone: davvero emozionante

🙂
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Per il resto…Un po’ di CD di musica classica, verso le 17.30 il PC, la sera (ma quello succedeva anche prima) film o serie televisive in DVD, ed il resto della giornata la passo rileggendo i vecchi libri. Sono andata a ripescare nei ripiani più nascosti della mia libreria i volumetti che compravo da ragazza, libri in edizione economica (Oscar Mondadori, B.U.R. Rizzoli, Superpocket Longanesi per intenderci, non avevo molti soldini allora) e ne sto rileggendo molti: saranno almeno 20 se non addirittura 30 anni che non li riprendevo in mano. Ci voleva proprio questa situazione per decidermi a farlo, ma sono contenta di poterlo fare: quindi via libera a John Steinbeck, Ernest Hemingway, Sinclair Lewis, Richard Powell, Theodore Dreiser, William Faulkner, Erich Marie Remarque. F.Scott Fitzgerald, Harper Lee…Copertine consumate, pagine con le “orecchie” per segnalibro, annotazioni a matita dei passi che più mi avevano colpito: in fondo è come fare un viaggio a ritroso nel tempo.


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