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Pattinaggio di Figura: Sara Casella e Paolo Balestri, emozioni sul ghiaccio

Creato il 06 gennaio 2016 da Sportduepuntozero

Difficile descrivere a parole la sensazione che si prova guardando un’esibizione di pattinaggio artistico. Prendendo a prestito una famosissima canzone dei Queen si potrebbe dire “It’s a kind of magic”, perché il mix di ghiaccio, musica e, soprattutto, di gesti e salti è davvero una specie di magia. Trasmette emozioni. Sara Casella e Paolo Balestri ne hanno già regalate parecchie nel corso della loro giovane carriera. L’ultima, in ordine cronologico, conquistando la medaglia di bronzo ai Campionati Italiani Assoluti disputati al Palavela a metà dicembre.

Un podio memorabile per entrambi. Sara Casella, classe 1998, valdostana di Courmayeur, campionessa italiana junior due stagioni fa, ha deciso di confrontarsi con le senior un anno prima del normale passaggio di categoria, per cambiare e provare a gareggiare al massimo livello nazionale. “Non avevo fatto previsioni di risultato e sono contenta per il podio”  afferma, “anche se un errore nel programma lungo mi ha penalizzata. Peccato perché capitato in un salto che avevo eseguito senza problemi a ottobre al Grand Prix di Zagabria”.

Soddisfazione piena, invece, per Paolo Balestri, torinese e più giovane di un anno, reduce da un periodo di forma non perfetto. “Sono riuscito ad allenarmi al cento per cento solo nelle ultime settimane prima degli Assoluti” spiega, “quindi il bronzo in una categoria competitiva come gli junior è arrivato un po’ a sorpresa. È sicuramente la medaglia più significativa tra quelle che ho raccolto finora”.

Compagni di squadra all’Ice Club Torino (Sara vi è entrata a settembre dopo esseri trasferita a Torino), i due giovani pattinatori sono allenati da Edoardo De Bernardis e Claudia Masoero. Si allenano con la due volte campionessa italiana Giada Russo, “una grande amica e uno stimolo a migliorare continuamente”.

La stagione agonistica di Paolo è praticamente finita perché nei prossimi mesi si dedicherà a nuovi salti in vista della prossima. Quella di Sara passerà invece per altri due importanti appuntamenti internazionali: l’ISU Sofia Trophy, a febbraio nella capitale bulgara e, probabilmente, i Mondiali Junior, in programma a marzo a Debrecen.

Non saranno i primi per la giovane pattinatrice valdostana, che nel 2013 partecipò a quelli di Milano. “Fu una bella esperienza anche se non riuscii a godermela fino in fondo a causa della grande tensione” ricorda, “in ogni caso fu la mia prima gara internazionale veramente importante”.

Anche Paolo ricorda molto bene il suo esordio al di fuori dei confini italiani, i Giochi Internazionali Invernali Studenteschi disputati a Ufa, in Russia, sempre nel 2013: “la mia prova non fu ottima ma fu ugualmente una trasferta indimenticabile. Lì capii di volermi dedicare interamente al pattinaggio”.

Aveva imparato da bambino per imitare la sorella, ma per qualche anno aveva praticato nuoto, judo e calcio. Anche Sara è una sportiva a 360 gradi; sciatrice, come quasi tutti i ragazzi di Courmayeur, e nuotatrice. Il primo contatto con il ghiaccio avvenne all’età di cinque anni, quando il suo paese ospitò Stars on Ice. “Provai” racconta, “ma non fu amore a prima vista. La passione è poi cresciuta con il tempo”.

Oggi pattina e si allena a secco diverse ore tutti i giorni; da quando è a Torino studia da sola e sostiene gli esami scolastici quando torna a casa alla fine della settimana. Nel tempo libero ama andare al cinema e leggere; su tutti, Carlos Ruiz Zafon e il suo romanzo “L’ombra del vento”.

Paolo, invece, è appassionato di musica rock e nel tempo libero suona la chitarra come il papà, oppure ascolta i Beatles, i Guns N’ Roses o i Led Zeppelin. Una volta ha anche provato a costruire i suoi esercizi di pattinaggio su canzoni di quest’ultimo gruppo. Si allena un po’ meno per conciliare lo sport e la scuola, intensificando la preparazione nei periodi di vacanza. Una parola che per i pattinatori non esiste quasi.


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