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Pauline Chaponnière-Chaix, la diaconessa femminista.

Creato il 05 dicembre 2018 da Luoghididonne
Il suo impegno verso il suffragismo scaturì dall'esito negativo del referendum ginevrino contro le case di tolleranza e lo attribuì proprio alla mancanza di diritto al voto delle donne. Colta e cosmopolita seppe intessere delle proficue relazioni internazionali con le femministe della sua generazione e svolse un ruolo di primo piano per l'avvio del movimento femminista svizzero agli inizi del novecento.

articolo di Patrizia Cordone dicembre 2018 ©Luoghi di Donne, il blog di Patrizia Cordone. Diritti d'autore riservati.

Nata nel 1850 a Ginevra in una famiglia colta, dopo la vedovanza stabilitasi da tempo a Parigi frequentò la Maison des diaconesses, la casa delle diaconesse. Ottenuto il diploma si impegnò a favore dei bambini bisognosi e delle donne detenute presso la casa circondariale Les Ombrages a Versailles fino al 1893. Intanto aveva avuto la possibilità di relazionarsi con le femministe francesi, come Sarah Monod la fautrice delle prime conferenze femminili all'origine del C.n.f.f., Conseil des Femmes Françaises, il Consiglio delle donne francesi nel 1901, Julie Siegfried ed Adrienne Avril de Sainte-Croix, esperienza che le instillò la necessità di attivarsi verso questa direzione. Così fece tornando in Svizzera, a Ginevra. Nel 1896 divenne segretaria del comitato organizzatore del Primo Congresso degli interessi femminili. Incoraggiata da Émilie Lasserre, allora presidente dell'Unione delle donne di Ginevra, aderì all' A.s.f., Alliance de sociétés féminines suisses ed assunse la presidenza dal 1902 al 1905. Nel 1907 con Auguste de Morsier e Camille Vidart fondò l' Association genevoise pour le suffrage féminin, l'associazione ginevrina per il suffragio femminile. Nel 1908 promosse l'assemblea straordinaria del C.i.f., Conseil international des femmes a Ginevra e per il suo svolgimento ottenne dalle autorità la sede della sala del Gran Consiglio, il parlamento ginevrino. Durante la prima guerra mondiale fu vicepresidente dell'Unione delle donne e creò con Émilie Gourd, un "ouvroir" per favorire le opportunità di lavoro alle donne in difficoltà e collaborò a tutte le opere di soccorso. A seguito di un sondaggio pubblicato da " The Feminist Movement" nel 1914, spiegò come è diventata una suffragista: " é accaduto il 22 marzo 1896, con il risultato referendario contrario alla chiusura delle case di tolleranza della nostra città, che mi convinse dell'assoluta necessità, del dovere anche per ogni donna seria, consapevole della sua missione in campo morale, per rivendicare ed ottenere il diritto di voto. Mi sono resa conto quel giorno - giacché le vittime dell'istituzione abominevole che doveva essere abolita sono tutte donne - la nostra assoluta impotenza di fare ascoltare le nostre voci, ma che al momento delle decisioni popolari, non contano". Avvantaggiata dalla conoscenza delle lingue seppe tessere proficue relazioni con le femministe oltre frontiera e dopo il conflitto bellico presiedette l 'International Women's Council, il Consiglio internazionale delle donne. Nel 1921 si svolse il secondo " congresso degli interessi femminili", che organizzò a Berna con Hélène von Mülinen e Camille Vidart. Dal 1922 fece parte del comitato internazionale della Croce rossa, di cui fu vicepresidente dal 1930 al 1932, occupandosi in particolare della questione delle cure infermieristiche. Nel 1934 scomparve a Ginevra. Stante il ruolo storico importante espletato una breve biografia a lei é stata dedicata dal Dictionnaire historique et biographique de la Suisse.

articolo di Patrizia Cordone dicembre 2018 ©Luoghi di Donne, il blog di Patrizia Cordone. Diritti d'autore riservati.

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