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PAVIA. Da oltre un mese è guasto l’ascensore per i disabili al Palazzo Mezzabarba.

Creato il 28 ottobre 2017 da Agipapress
PAVIA. Da più di un mese è inagibile e per accedere ai piani superiori si dovrebbe usare o quello all’ingresso posteriore di via Foro Magno o l’altro al piano terra dell’edificio fra i due saloni. PAVIA. Da oltre un mese è guasto l’ascensore per i disabili al Palazzo Mezzabarba.Parliamo dell’ascensore destinato ai disabili e giustamente indicato con tanto di segnaletica interna, presente al piano terra di Palazzo Mezzabarba in posizione facile da raggiungere dall’ingresso porticato. “Guardi che l’ascensore non credo funzioni” ci anticipa con gentilezza l’usciere l’altra sera arrivando a Palazzo Mezzabarba per seguire il consiglio comunale.
E in effetti arrivando alla struttura, troviamo un cartello che indica che l’ascensore è guasto e di rivolgersi in portineria. Alla richiesta di spiegazioni e soprattutto quale alternativa resta per salire al piano superiore da parte di un disabile, ci viene spiegato che la situazione è così da oltre un mese e che l’azienda incaricata di effettuare i lavori non ha ancora terminato.
In oltre un mese non si è trovata la soluzione al problema? “Si tratta di reperire il modulo giusto da adattare all’impianto” ci viene risposto. E nel frattempo chi si muove in sedia a rotelle e non può salire lo scalone, che fa? Può uscire, percorrere il marciapiede tutto intorno all’edificio, presentarsi alla porta di via Foro Magno da dove accede agevolmente all’ascensore che lo porta al piano che vuole. Ritenendo che questa sia più una soluzione ironica che una risposta alle esigenze di un disabile, chiediamo se per caso non ci sia un’altra soluzione decisamente più agevole e dignitosa. “C’è un altro ascensore più avanti, fra il primo e il secondo salone” spiega sempre gentilmente l’usciere e ci accompagna. Ma al momento di schiacciare il pulsante per aprire le porte, estrae il proprio badge che permette di accedere all’ascensore. Come? E chi non ha il badge? No, non si sale senza perché l’accesso è per i dipendenti i quali hanno a disposizione appunto il proprio badge. E a completare l’informazione, ci viene spiegato che per scendere non serve il badge perché le porte si aprono liberamente. Serve solo per salire. Ecco, appunto! Quindi, torniamo a chiedere come si fa a salire in questo periodo in cui l’ascensore disabili è guasto? Si chiama un dipendente o gli stessi uscieri e solo così si può accedere all’ascensore e salire al piano desiderato. Non si può non pensare alle innumerevoli lotte condotte dai disabili per vedersi liberi dal dover dipendere dalla disponibilità altrui e per il riscatto della propria dignità! La cosa curiosa però è che, fermati lì sul momento mentre entravano, un consigliere e un assessore nemmeno loro hanno mostrato di saperne di più di quanto non ci fosse stato detto. Solo qualche accenno al fatto che, sì, da qualche settimana c’è l’ascensore che non va e devono sostituire il modulo per il saliscendi. Ma c’è un altro ascensore alternativo. Nulla di più. Riassumendo, un disabile che debba salire al piano superiore si ricordi che, non si sa ancora per quanto tempo, o si fa il tour del marciapiede attorno al Mezzabarba e sale usando l’ascensore secondario, o deve attendere un dipendente che utilizzi il proprio badge, allontanandosi però dal proprio posto di lavoro, cosa che di per sé non è propriamente un’azione corretta. O altrimenti il disabile ripassi, possibilmente dopo che l’azienda incaricata dei lavori di sistemazione dell’impianto “guasto” termini di fondere il metallo per la realizzazione del modulo che restituisca l’agibilità all’ascensore. E con essa, anche la dignità al disabile anche se tanto, lo sappiamo da tempo, i disabili non sono particolarmente rispettati in questa città. MiriamPaola Agili

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