PAVIA. Al via il rilancio della città: parte Pavialcentro,
Distretto dell’attrattività voluto dalla amministrazione Depaoli per
valorizzare il territorio.
Pavialcentro si compone di svariati interventi: fra
questi spiccano il potenziamento dei percorsi turistici sostenibili, la
realizzazione di una mappa che racchiuderà tutti gli esercizi commerciali di
Pavia del XIX e XX secolo, il potenziamento degli InfoPoint presenti nell’area
del distretto, l’organizzazione di giornate di studio e la realizzazione di un
portale e-commerce integrato con la piattaforma Pavialcentro. E non finisce
qui.
Come il vicesindaco Angela Gregorini ha sottolineato, il Progetto
prevede anche l’inserimento di Pavia nel circuito E015 per la condivisione di
dati a livello regionale, l’attivazione di una App collegata alla piattaforma,
la traduzione dei contenuti in Cinese e in Arabo, l’arredamento delle vie della
città con strutture di arredo urbano mobili, la realizzazione di una sala polivalente
presso i locali comunali del mercato Ipogeo e l’ampliamento della rete wifi
disponibile in città.
All’interno dell’iniziativa si inseriscono anche 3
concorsi: la II edizione di “Cento parole per il Distretto”, un bando di urban
design rivolto ai giovani sotto i 35 anni e un concorso per makers finalizzato
a individuare il simbolo della città di Pavia.
“Questo progetto è il risultato del buon lavoro fra enti
pubblici – ha commentato soddisfatto il sindaco Massimo Depaoli – se ci sono
elementi di continuità positiva fra le amministrazioni occorre proseguire sulla
strada intrapresa”. “Gli elementi di attrattività nella nostra regione non
mancano di certo – ha subito sottolineato l’assessore regionale al Turismo
Mauro Parolini – il distretto si pone l’obiettivo di cominciare a lavorare di
più insieme, nei capoluoghi ma anche negli altri Comuni. Vediamo se riusciamo a
fare insieme ciò che ciascuno di noi è abituato a fare da solo”.
Per Pavialcentro sono stati necessari 554.400 euro, la metà
dei quali stanziati da Regione Lombardia, il resto dal Comune di Pavia e da
altri enti provinciali. “Il problema non è solo gestire i 6 mesi di Expo – ha
rimarcato Parolini - ma cogliere l’occasione per fare un salto di qualità. I
DUC sono rimasti in piedi in gran parte della Lombardia anche senza
finanziamenti, è un ottimo segno”. Sono molte le realtà che hanno contribuito a
Pavialcentro: Asm, Ascom, Confesercenti, Confindustria, Università di Pavia,
Labora Coworking, Bitmark, Terzo Tempo, cooperativa Progetto, Coldiretti.
“E’ bello che nel logo del progetto ci siano delle note
musicali – ha commentato il presidente della Provincia Daniele Bosone – ricorda
che Pavia è anche la città della musica, nonostante ultimamente si sia un po’
persa l’idea del ‘suonare insieme’. I DUC sono sinergici con l’azione della
Provincia per Expo, che opera attraverso il progetto ‘Esperienze di riso e di
vino nella terra dei Longobardi e dei Visconti’. Dobbiamo continuare a
camminare in questa direzione anche dopo Expo”.
“Lo strumento dei distretti attivi permette, in un momento
particolarmente delicato, di far conoscere ciò che c’è di bello nel nostro
territorio – ha chiosato l’assessore regionale alla Sanità Mario Melazzini –
Pavia è bella sia da un punto di vista estetico che per le persone che ci
abitano, che si sentono appartenenti al territorio e si mettono quotidianamente
in gioco per rilanciare la loro città”.
Il DUC era stato voluto dall’amministrazione
Cattaneo e in particolare da Pietro Trivi, con il quale Melazzini è molto
legato. Il cambio di amministrazione sembrerebbe non aver creato alcun problema
fra Regione Lombardia e Comune di Pavia. “Sono grato all’amministrazione
Cattaneo per quanto fatto e all’ottimo lavoro inerente alla costituzione del
DUC – ha riconosciuto l’assessore regionale - Mi fa altrettanto piacere che
l’amministrazione Depaoli abbia adottato un’ottica di continuità: a prescindere
dal colore politico occorre fare il bene del territorio, dare certezze ai
nostri cittadini. Il grande lavoro che la giunta sta facendo sui distretti
dell’attrattività è meraviglioso per Pavia che, come dice il nome stesso del
progetto, può ripartire e rimettersi al centro”.
a cura di Serena Baronchelli