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PAVIA. La tiroide, una ghiandola molto problematica per almeno il 20% della popolazione. Occorre maggiore attenzione e informazioni

Creato il 20 agosto 2014 da Agipapress
PAVIA. La tiroide, una ghiandola molto problematica per almeno il 20% della popolazione. Occorre maggiore attenzione e informazioniPAVIA. Le malattie della tiroide sono molto frequenti nella popolazione italiana: 1 persona su 5 presenta problemi tiroidei che comprende ad esempio il “gozzo” (un aumento del volume della tiroide indicatore sia di ipo che di ipertiroidismo) che da solo colpisce oltre 6 milioni di persone, pari al 10% della popolazione italiana..
Le patologie della tiroide sono però troppo eterogenee e quindi da un lato è difficilissimo monitorare esattamente la situazione, dall’altro però i rilievi clinici effettuati le indicano in crescita, proprio come ha dimostrato già nel 2005 in una relazione presentata dal professor Cesare Carani cattedratico di Endocrinologia del Dipartimento Integrato di medicina e Specialità Mediche dell’Università di Modena e Reggio Emilia. PAVIA. La tiroide, una ghiandola molto problematica per almeno il 20% della popolazione. Occorre maggiore attenzione e informazioniLa fotografia che ne esce è grave: ogni anno in Italia oltre 9mila persone si ammalano di cancro alla tiroide, equivalente all’1-2% di tutti i tumori rilevati. L’incidenza, che aumenta con l’età, è maggiore nella popolazione femminile che non in quella maschile, in un rapporto di 3,2:1. In base ai dati epidemiologici, in Italia, i tumori alla tiroide risultano per il 95% moduli benigni.
PAVIA. La tiroide, una ghiandola molto problematica per almeno il 20% della popolazione. Occorre maggiore attenzione e informazioniInoltre, più del 20% della popolazione presenta alterazioni tiroidee per le quali nel 20% dei casi circa, vanno a risolversi grazie ad un intervento chirurgico. Il “gozzo” oggi colpisce in Italia oltre 6 milioni di persone, più del 10% della  popolazione; una situazione sociosanitaria decisamente grave, e che va molto oltre, vale a dire il doppio, rispetto a quella che statisticamente verrebbe definita “endemica”.
L’analisi fornisce oggi maggiori chance che non in passato, sia per il miglioramento delle tecniche diagnostiche, sia per un loro più diffuso utilizzo. Gli esami che includono la funzionalità tiroidea e/o l’ecografia tiroidea si fanno più frequentemente così come gli esami di laboratorio, in genere appena emersi segni o sintomi specifici. Gli esami comprendono la radiografia, l’ecografia, la scintigrafia, la RMN, la TC, la PET (Positron Emission Toomography). Da un’indagine condotta dall’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità (“Sorveglianza e prevenzione delle patologie tiroidee in Italia”) successivo al 2010, risulta costante il dato epidemiologico: il 20% della popolazione risulta affetta da disordini tiroidei e tra questi il solo “gozzo” ne annovera 6 milioni, pari a circa il 10% della popolazione italiana. Dai dati Istat esaminati dallo studio dell’ISS, nel 2000 sono stati stimati 50 ricoveri per 100mila abitanti (www.epicentro.iss.it), con un conseguente impatto economico valutato oltre i 150milioni di euro all’anno. Una patologia, inoltre, che non ha distinzioni d’età e non risparmia i più piccini:1 neonato su 2000 nati vivi presenta una forma di ipotiroidismo congenito (www.iss.it/rnic) ; un’informazione ottenuta dalla presenza in Italia dal 1987, di un programma nazionale di screening neonatale tiroideo che serve ad individuare il problema e ad intervenire per tempo e che raccoglie i suoi dati nel Registro Nazionale Ipotiroidei Congeniti (RNIC) coordinato dall’ISS e attivo con 26 Centri in tutto il Paese. PAVIA. La tiroide, una ghiandola molto problematica per almeno il 20% della popolazione. Occorre maggiore attenzione e informazioni PAVIA. La tiroide, una ghiandola molto problematica per almeno il 20% della popolazione. Occorre maggiore attenzione e informazioni
Ma da cosa dipende questa patologia?La causa più comune, a livello mondiale, è la carenza di iodio nell’alimentazione; lo iodio, infatti, rappresenta il costituente fondamentale degli ormoni tiroidei. Questa carenza compromette la funzionalità tiroidea e porta a condizioni patologiche. Il “gozzo” è certo il più eclatante esempio di carenza di iodio ma le conseguenze più gravi dovute a tale carenza, si hanno con i disturbi neurologici derivati da un’insufficiente assunzione nutrizionale di iodio già dalla fase fetale e neonatale.
Con la Legge 55/21 marzo 2005, il nostro Paese ha definito le modalità d’uso e di vendita di sale alimentare arricchito di iodio sia per l’uso diretto e personale sia nella preparazione e conservazione industriale degli alimenti.
Nel 2006 risultava il 31% e nel 2010 era salito al 44%, la percentuale di vendita di sale iodato in Italia; il che è un dato da un lato confortante per la diffusione che si sta avendo di una informazione utile ad un miglioramento della salute del cittadino, dall’altro però dimostra che siamo ancora lontani da quel 90% previsto dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e indicato come soglia-obiettivo da raggiungere per poter parlare finalmente di successo del programma di “iodoprofilassi”. PAVIA. La tiroide, una ghiandola molto problematica per almeno il 20% della popolazione. Occorre maggiore attenzione e informazioniA sostenere questa iniziativa, dal 2009 sul portale dell’ISS è stato realizzato il sito OSNAMI (www.iss.it/osnami/) che, tra le altre informazioni, spiega l’utilità del sale iodato e monitora la “iodoprofilassi” condotta dall’ISS. E ricorda e diffonde i momenti d’incontro, discussione e aggiornamento realizzati per diffondere informazioni corrette sull’argomento. Un esempio importante è rappresentato dalla “Settimana Mondiale della Tiroide” l’ultima delle quali, si è tenuta quest’anno dal 19 al 25 maggio scorso.
Occorre quindi tenere sempre alta la soglia del l’attenzione verso queste patologie effettuando non solo progetti di monitoraggio della situazione sociosanitaria, ma anche continuando a diffondere informazioni utili grazie alla collaborazione dei media.
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