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PAVIA. Monsignor Sanguineti: “Su Alphie praticata una forma di eutanasia”.

Creato il 03 maggio 2018 da Agipapress

PAVIA. Monsignor Sanguineti: “Su Alphie praticata una forma di eutanasia”.PAVIA. “Con un colpo al cuore, la mattina di sabato scorso 28 aprile, ho appreso la notizia che nella notte il piccolo Alfie aveva cessato di respirare: un colpo al cuore pensando ai suoi cari genitori, Thomas e Kate, e alla speranza che sembrava possibile a breve il ritorno a casa del loro bambino. Così forse finalmente si sarebbe potuto realizzare il loro legittimo desiderio di farlo curare altrove, al “Bambin Gesù" di Roma, “l’ospedale del Papa” che fin dallo scorso settembre si era reso disponibile e aveva effettuato delle visite sul piccolo, degente all’Alder Hey di Liverpool”. Così il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti, ha commentato la fine della vicenda del piccolo Alphie, aveva già invitato i fedeli pavesi a pregare per il piccolo Alfie Evans e non ha esitato – davanti alla tragica notizia della morte del bimbo – a condividere con i cittadini il suo giudizio sull’accaduto, sollevando molti interrogativi e non lesinando sferzate ai medici inglesi e alla casa regnante. PAVIA. Monsignor Sanguineti: “Su Alphie praticata una forma di eutanasia”.Monsignor Sanguineti ha poi parlato di “una vera eutanasia che ha condotto il piccolo alla morte. Ora è il tempo delle lacrime e della preghiera, è il tempo delle domande inquietanti ma è anche il tempo in cui vorrei dare voce a una parola di gratitudine.Tempo delle lacrime e della preghiera, per essere accanto, come possiamo, ai giovani genitori di Alfie, a tutti coloro che lo hanno amato e custodito fino alla fine: la nostra preghiera è anche un grido a Dio, perché possa illuminare le menti di chi ha giudicato inutile la vita di Alfie, di chi ha acconsentito ad attuare un protocollo di morte, di chi non ha alzato la sua voce per difendere una vita innocente, fragile, degna comunque di cura fino alla fine”. Quanto alla regina d’Inghilterra, che è formalmente capo della Chiesa anglicana, ha detto che era “tutta presa e assorbita dalla nascita del terzogenito della principessa Kate! Condivido pienamente quello che ha scritto Francesco Ognibene su “Avvenire” quando parla di domande alle quali «non ci si può sottrarre, tanto sono lancinanti, aggiungendosi al dolore per una morte che ogni coscienza che sappia ancora custodire un barlume di senso umano percepisce come ingiustizia, un nuovo, lacerante grido della vita innocente”. L’intervento del Vescovo, tuttavia, è stata soprattutto l’occasione per riflettere sul senso della breve esistenza di Alfie e per ringraziare quanti, a partire dai genitori, sono stati testimoni del Vangelo. PAVIA. Monsignor Sanguineti: “Su Alphie praticata una forma di eutanasia”.“Ma l’esserci di Alfie, il suo continuare a vivere e a respirare, nonostante la sicura previsione medica che sarebbe morto in poco tempo, apre domande ancora più grandi e radicali: chi siamo noi per pretendere di definire le condizioni della vita, per stabilire quando è degna o non è degna di essere vissuta? Che cosa rende grande e utile l’esistenza di ogni essere umano? Dove stanno il valore e la consistenza della vita? In quello che facciamo, o nel semplice fatto di esserci, di essere misteriosamente voluti e amati dal Mistero che ci dona di vivere, istante per istante? Non rischiamo di prendere una china pericolosa e disumana se, invece di porre al centro la sacralità di ogni vita, scegliamo, come criterio discriminante, la sua “qualità”, rappresentata spesso con criteri di efficienza, di attività, di possibile godimento e secondo nostre immagini di felicità? Infine, questo è tempo per esprimere un grazie, perché nel buio di questa storia, non è mancata una luce, non sono mancati segni di una Presenza buona e tenace, che è più potente di ogni morte. Grazie, carissimo Alfie, piccolo e grande testimone del mistero nascosto in ogni vita: grazie per il dono della tua fragile umanità, che ci ricorda la nostra umana fragilità, grazie perché hai mostrato l’accadere dell’imprevisto e con il tuo tenace respiro hai gridato che la vita è sempre più grande delle nostre previsioni, piene di arrogante sicurezza, e della nostra scienza! Grazie, carissimi papà Thomas e mamma Kate, per l’appassionata difesa del vostro piccolo, per la semplicità con cui avete contrastato la menzogna di una visione meschina e triste dell’uomo, per la testimonianza di fede in Dio, per come vi siete lasciati accompagnare da tanti amici, vicini e lontani- tantissimi qui in Italia!” Filippo Cavazza

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