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#PD e #5Stelle: insieme per forza, anche grazie alle #Sardine

Creato il 28 dicembre 2019 da Candidonews @Candidonews
#PD e #5Stelle: insieme per forza, anche grazie alle #Sardine

Malgrado le polemiche di questi mesi, Centrosinistra e 5 stelle dovrebbero necessariamente trovare un accordo di governo per oggi e per il futuro. Perché? Basta vedere cosa è accaduto con la commissione Segre contro razzismo ed antisemitismo. Il centrodestra non c'è più, c'è qualcosa di molto diverso e per certi versi preoccupante.

Non siamo nel 1994, alla vigilia della vittoria di Berlusconi, Fini e Bossi. Quella eterogenea coalizione non poteva spaventare quanto quella omogenea, sovranista, ultra conservatrice che oggi è guidata da Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Il Centrodestra veleggia attorno al 50%, in molti si scandalizzano. Ricordo che nelle elezioni del 2006, il Centrodestra ottenne il 49,7% (Forza Italia e Lega assieme avevano il 28,3%, AN aveva il 12, i centristi il 6,7%) Sono numeri abbastanza simili a quelli di oggi (la Lega al 31-32, FDI al 9-10, Forza Italia al 5-7)

Il problema è nell'altro campo. All'epoca l'Unione prese il 49,8% (l'Ulivo aveva il 31%, Rifondazione il 5,8% ed i piccoli partiti, dai radicali ai comunisti passando per i verdi e di pietro avevano più del 10%). Oggi invece la somma di PD-Italia Viva è circa il 25% e gli altri micropartiti di centrosinistra assieme raccolgono il 5-6%. Tutto il centrosinistra arriva a stento al 30%, stessa cifra a cui sono inchiodati dal 2013 ovvero dal boom grillino, iniziato dopo il 2010.

E' vero che l'elettorato negli anni è cambiato, i 5 stelle hanno almeno 1/4 dei propri elettori di estrazione conservatrice ma quel 13-14% che manca al fronte progressista è quello pentastellato, che prima si divideva tra verdi, rifondazione, comunisti ed in parte nei DS/PD o che, da sinistra, era passato all'astensione.

Aggiungo che buona parte dell'elettorato forzaleghista che aveva votato 5 stelle fino al 2018 è già tornato all'ovile. Da qui il boom leghista di questi mesi. Ciò che è rimasto del Movimento (tra il 15-17% secondo i sondaggi) è gran parte non molto dissimile all'elettorato progressista. Ha sfumature diverse ovviamente ma non impossibili da far convergere in una proposta unitaria. Ed in questo il neonato movimento delle Sardine può fare da 'ponte' per avvicinare le due aree.

Proprio per questo è necessario, vitale e irreversibile cercare una convergenza tra forze progressiste e 5 stelle. Non oggi, non domani ma prima o poi quegli elettori andranno recuperati. Per creare un fronte comune al centrodestra unito. Così come fu nel 2006, ultima vittoria progressista. Almeno fino a quando dall'altra parte vi sarà un centrodestra così conservatore e reazionario.


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