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PD suicidato e Elezioni sotterrate: ed ora? Si troverà una soluzione?

Creato il 06 marzo 2018 da Vivicentro @vivicentro
La carta politica dell’italico stivale, isole incluse, nel post elezioni appare nettamente divisa in due macro zone + macchia “Fort Alamo” con il PD suicidato all’interno

PD suicidato e Elezioni sotterrate: ed ora?  Si troverà una soluzione?

Le elezioni mostrano un PD suicidato e disegnano una mappa del Paese che ora si presenta (vedi immagine):

  1. metà giallo arancio, presidio dei pentastellati (M5S);
  2. metà blu, presidio del centro-destra (Lega + Forza Italia + spiccioli vari);
  3. una macchia rossa in Toscana, con dependance in Trentino, che da l’idea di un Fort Alamo per il PD e gli spiccioli affiancati.
Ed ora? Ora che succederà?

La formazione di un Governo appare essere, quantomeno, cosa molto difficile e foriera anche di conseguenze in Europa.

Europa che sembra già non aver preso bene la cosa per cui ci troviamo nella situazione del: se tutto andrà bene saremo rovinati?

Il voto, di fatto, ha disegnato la solita rivoluzione all’italiana:

  1. mi incazzo, sbraito, seguo la pancia, e metto in moto azioni e scelte senza aver acceso il cervello e, per il resto, poi, il solito:
  2. armiamoci e partite.

La realtà messa in moto da queste azioni nasce bacata, sin dalla formulazione della legge elettorale vigente, ed è caotica e dividente:

Il primo partito premiato dagli italiani è quello di Di Maio, posizionato tutto nel Centro (fascia adriatica) e nel Sud, isole incluse.

al Centro, fascia tirrenica, ed in (quasi) tutto il Nord al Centro-destra, controprova dell’assunto di Totò: è la somma che fa il totale.

Ed infatti il Centro-Destra appare essere secondo attore per la somma tra:

  • Lega (primo partito a destra)
  • Forza Italia (in picchiata peggio del PD)
  • altri Zero virgola

che costituiscono il Centro-Destra

Fra questi, spicca il Fort Alamo del PD e del Centro-SInistra collocato in Toscana, e Trentino, accerchiato dal Centro-destra e M5S

Questa la situazione e le forze in campo che ci fanno temere una replica dei tedeschi, rimasti senza governo per 6 mesi.

Nella situazione data abbiamo:

  1. Di Maio che, a ragione, rivendica il ruolo di “vincitore assoluto” ma che, allo stato delle cose, cerca alleati nel Pd per formare un governo
  2. Poi troviamo Salvini che sogna di fare il premier e conferma: sono “orgoglioso di essere populista”
  3. Berlusconi e Co che, al momento, resta defilato e, da gatto mammone qual’è, si posiziona in silenziosa attesa per la zampata utile
E in casa PD?

Anche qui niente di nuovo e riedizione di uno spettacolo antico:

Matteo Renzi annuncia le dimissioni ma piene di Se, Ma, Ni: senza data! Effettive solo al termine delle consultazioni.

Segno evidente che Renzi teme un qualcosa che lui ben conosce, avendone goduto gli effetti: un “partito interno al Pd.

Il cosiddetto “partito di Sergio Mattarella” che sarebbe all’opera per il varo di un governo che veda assieme M5s e Pd.

E qui torniamo al punto uno: Di Maio che cerca il PD provando a pescare in una riserva, alla fin fine, abbastanza simile.

Le prime mosse di Di Maio, infatti, sembrano essere proprio queste:

aggregare a se i numeri del PD in toto o, meglio ancora, di quella parte di macerie da riciclare e che gli servirebbe a completare la sua costruzione.

Ci riuscirà? Al momento sembra di no visto che, dal PD, rimbalzano risentiti NO: hanno vinto? Governino. Invito rivolto anche al Centro-Destra

Il PD quindi, al momento, sembra chiudersi nel suo Fort Alamo e da qui provare a ….. a cosa?

Questo il dilemma!

Dilemma che però non sembra preoccupare il PD che registra già l’arrivo dei primi rinforzi: Carlo Calenda

E’ di poche ore fa, infatti, la notizia della dichiarazione di Calenda: “mi iscrivo al partito”.

Dichiarazione accolta da entusiastici benvenuti. Da Gentiloni che subito dice: “Grazie Carlo” come anche da Richetti ma…..

Adesione e accoglienza che nulla risolvono e che anzi accentuano il MA degli elettori che si chiedono: ma “grazie de chè”?

Grazie per il continuo dividersi e perpetrazione della politica tavazziana, soprattutto in visione di elezioni.

Giusto in tempo quindi, e quel tanto che serve, a perdere le elezioni e a fare una figura non certo rosea, si direbbe marrone.

E questo è.

Come finirà? Si riuscirà a trovare gli eroi del momento e poi: riusciranno i nostri eroi a salvare la situazione?

Solo il tempo potrà darci risposta e speriamo che non siano tempi lunghi dato che, come risaputo: nei tempi lunghi saremo tutti morti.

Stanislao Barretta

vivicentro.it/POLITICA

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